Da 6 maggio 2009 8 Commenti Leggi tutto →

Le malattie dell’infanzia: pertosse, morbillo, parotite, rosolia, quinta e sesta malattia

Dopo avere descritto la varicella e la scarlattina con i loro sintomi e i loro rimedi, parliamo oggi delle altre malattie dell’infanzia, ormai in buona parte scarsamente diffuse: la pertosse, la cui incidenza è drasticamente calata in Italia perché i neonati vengono generalmente vaccinati con il vaccino pentavalente o esavalente, che protegge, oltre che da poliomelite, tetano, difterite, epatite B, anche da pertosse (pentavalente, esavalente) e da haemophilus (solo esavalente);

il morbillo, la rosolia e la parotite (gli orecchioni), per le quali esiste il vaccino trivalente, che viene suggerito tra i 13 e i 15 mesi di età del bambino;

la quinta e la sesta malattia, dette anche megaloeritema epidemico (la quinta) ed esantema critico (la sesta).

Di tutte queste malattie, solo la quinta, la sesta, morbillo e rosolia, (oltre a varicella e scarlattina naturalmente) si definiscono esantematiche, perché caratterizzate da esantema, o eruzione.

Vediamole nel dettaglio:

  • quinta malattia o megaloeritema epidemico:

è una malattia acuta, virale, infettiva, che colpisce i bambini in età scolare. Compaiono chiazze rosse soprattutto sulle gote, al volto, al tronco e a mani e piedi; le chiazze assumono successivamente l’aspetto a ghirlanda. Durano mediamente 11 giorni (ma la durata varia da 2 a 29 giorni), dopo un periodo di incubazione che va da 4 a 14 giorni. In omeopatia si consiglia Berberis 4 CH, 5 granuli due volte al dì.

  • sesta malattia o esantema critico o febbre di tre giorni:

è una malattia infettiva acuta di probabile origine virale; colpisce i bambini fra i 6 e i 20 mesi di vita. L’incubazione va da 7 a 14 giorni e la contagiosità è probabilmente limitata ai 3 giorni di febbre. Quando cala la temperatura compare un esantema su tutto il corpo. L’unica cosa da fare è somministrare un blando antipiretico in caso di necessità.

  • Morbillo:

il bambino per qualche giorno ha febbre, tosse rauca, occhi che lacrimano, macchiette biancastre in corrispondenza dei molari. L’esantema inizia dietro le orecchie, poi passa a viso e collo, arti superiori, tronco, addome e arti inferiori, quindi si attenua con lo stesso ordine. Le macchie sono piccole e rosse, rotonde, leggermente in rilievo, a volte confluenti. Dopo 7/8 giorni la cute è di nuovo normale. E’ importante tenere il bambino molto tranquillo e rispettare 21 giorni di convalescenza, mantenendo la sua dieta leggera. Il morbillo può avere serie complicazioni, anche se rare nei paesi occidentali: broncopolmonite, polmonite (se la febbre rimane alta anche dopo l’eruzione e la tosse non dà pace), encefalite, convulsioni, paralisi. Per questo il vaccino viene raccomandato e di conseguenza la diffusione della malattia in Italia è ormai drasticamente ridotta. Talvolta si manifesta entro 8 giorni dalla vaccinazione quello che viene comunemente definito morbillino, una forma estremamente attenuata della malattia, che può dare febbricola e un leggero esantema.

  • Rosolia:

è una malattia infettiva virale acuta, che dà all’inizio una febbre leggera e un modesto malessere; compaiono in seguito macchioline rosee a partire dal volto verso tutto il corpo e si ingrossano i linfonodi nucali e laterocervicali. E’ bene che il bambino stia a riposo per una settimana e non entri in contatto con donne incinte: la malattia, ad evoluzione benigna in età pediatrica, è pericolosa per il feto se contratta da una donna in gravidanza.

  • Parotite:

si manifesta due o tre settimane dopo il contagio con una tumefazione dolorosa delle ghiandole salivari. Il gonfiore è visibile davanti, sotto e dietro l’orecchio, da una sola parte o su entrambi i lati. Possono comparire febbre, mal di testa e dolori addominali.

  • Pertosse:

per una o due settimane è presente una forte tosse con catarro, dopodiché compaiono gli attacchi caratteristici, più frequenti la notte: 5-10 colpi di tosse seguiti da una specie di urlo o raglio. Si hanno anche abbondante salivazione, lacrimazione, vomito di catarro biancastro. La malattia è pericolosa sotto i 3 mesi di età, per questo viene raccomandato il vaccino ai neonati. Se il bambino è sottoposto a terapia antibiotica specifica la contagiosità è di circa 10 giorni, altrimenti può durare fino a 6-8 settimane. Utile è l’alta montagna. Si può massaggiare il torace del bambino con 1 cucchiaio di olio di oliva e 10 gocce di olio essenzale di timo, da provare prima su una piccola zona della cute.

Penso che tutti noi adulti abbiamo avuto buona parte di queste malattie, e siamo sopravvissuti, mentre tra i nostri figli non circolano praticamente più. Non saprei dire se sia tratti di un vantaggio oppure di uno svantaggio. L’unica malattia che può avere complicazioni serie, per la quale a mio avviso è giustificata la vaccinazione, è il morbillo. La vaccinazione contro il morbillo viene però di solito proposta con parotite e rosolia (MPR).

Io per il momento ho scelto di non vaccinare i miei figli contro queste malattie, valuterò più avanti se sarà il caso di vaccinarli contro il morbillo. La vaccinazione contro la rosolia invece è utile per le donne in età di gravidanza, quindi la farei fare a mia figlia più avanti, ma non vedo la necessità di farla ora, che ha solo due anni.

Voi che ricordi avete delle malattie infettive che avete avuto durante l’infanzia? Orribili, o piacevoli? E quali di queste malattie hanno avuto i vostri figli? Avete scelto di vaccinarli contro morbillo, parotite e rosolia?

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8 Comments on "Le malattie dell’infanzia: pertosse, morbillo, parotite, rosolia, quinta e sesta malattia"

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  1. Gaia scrive:

    Io ho un bel ricordo delle malattie che presi da piccola, non ho mai avuto forme violente.
    Mia figlia di 5 anni non ha vaccini e si cura principalmente con omeopatia.
    abbiamo deciso di non vaccinarla per tanti motivi, primo fa tutti il fatto che moo marito ebbe uno stato di pre-coma quando aveva 18mesi dopo vaccino vaiolo.
    il medico ci disse, pochi anni fa, che i vaccini dell’epoca non erano buoni……e qui non aggiungo altro…….

  2. senad scrive:

    ma si po morire di qesti???

  3. Ragio scrive:

    Beh, in realtà avete ragione entrambi. Se la malattia è poco diffusa e ci si può permettere il “lusso” di non vaccinarsi è grazie a chi si è vaccinato. È vero anche che la vaccinazione massiva può selezionare ceppi più virulenti ma questo è permesso soprattutto dal fatto che i pochi non vaccinati costituiscono il resorvoir naturale di tali ceppi.
    L’esempio del vaccino anti-influenzale è esplicativo: si pensa che vaccinarsi sia inutile perché tutto sommato il vaccino e la malattia danno lo stesso disagio; tuttavia se ogni hanno si presenta un ceppo di Orthomyxovirus (virus dell’influenza) differente è proprio perché l’anno precedente alcuni non-vaccinati si sono ammalati e hanno permesso la mutazione e la selezione di nuovi ceppi. Se, ipoteticamente, tutto il mondo si vaccinasse nel giro di pochi anni i virus influenzali sarebbero eradicati dal pianeta (come è successo per altri virus).Ricordiamo inoltre che 40’000 persone all’anno in Europa muoiono per l’influenza stagionale (quindi non stiamo parlando di un problema del tutto nullo).

  4. luca scrive:

    e allora? Fabio che logica ha il suo commento ..
    Anche se non ci sono più rischi devo comunque vaccinare !

  5. daniele scrive:

    Ho 50 anni, da piccolo ho avuto la pertosse e il morbillo, ma non la parotite, nonostante il contatto ripetuto nel tempo con i miei due fratelli (che l’hanno avuta) e con i figli dei miei amici, né ho mai fatto il vaccino contro la meningite. Non faccio mai il vaccino contro l’influenza e non ho fatto quello contro il virus H1N1. Penso che i vaccini debbano essere fatti per malattie importanti (una volta c’era il vaiolo) tipo la poliomelite. Per esempio il vaccino contro la malaria a volte dà più problemi della malattia stessa.
    Per questi motivi vaccino i miei figli solo con gli obbligatori.

  6. fabio scrive:

    il tema dei vaccini e’ quasi un tema etico, vivi in un paese occidentale, dove la % di vaccinati e’ molto alta. la scelta di non vaccinare i propri figli risulta facile, grazie al fatto che il rischio malattia e’ basso… grazie agli altri pero’!

    • so scrive:

      rispondere così senza conoscere a fondo l’argomento da ambo le parti mi sembra molto superficiale e frutto degli “slogan” che ti hanno inculcato. se tu fossi informato a dovere sapresti che pure dove la % è ben al di sotto di quella considerata minima certe malattie non ci sono comunque e che al contrario dove la % è vicina al 100 si presentano delle epidemie (es morbillo) che anzi sono molto più virulente e difficili da combattere proprio “grazie” al vaccino. ti inviterei ad informarti meglio (libro molto semplice di Serravalle: bambini supervaccinati) o a non dare giudizi così categorici e affrettati su un argomento complesso.

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