Le neo-mamme italiane lasciano il lavoro sempre più spesso

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In maggio è uscita una ricerca fresca fresca sul lavoro e le neo-mamme, lo studio ha il nome difficilissimo di “Female education and employment, making the most of talents” ed è stato svolto da Alessandra Casarico e Paola Profeta di Econpubblica, è stato presentato nel workshop “Institutions and the gender dimension” organizzato dall’Università Bocconi a Milano e ha mostrato il grave problema del lavoro al femminile in Italia.

Le donne italiane, cioè noi, soprattutto quelle con un livello di istruzione medio-alto, tendono sempre più frequentemente a lasciare il lavoro dopo la nascita di un figlio. Le motivazioni sono sempre le stesse, l’elevato costo della cura dei figli e la mancanza di servizi ed aiuti per la famiglia, in particolare per la prima infanzia.

Quello che è strano che ci vogliano fior di studi per scoprire quello che ogni mamma sa benissimo, ne abbiamo già parlato anche in Le mamme vogliono lavorare da casa e Asili nido comunali in Italia: costi, liste di attesa ed altre cosette… e direi proprio che siamo tutte d’accordo, il mondo del lavoro in Italia è una giungla ma per le mamme è anche peggio!

Le due ricercatrici di questa ricerca sostengono che la risoluzione di tutti i problemi potrebbe essere aumentare la spesa pubblica per le famiglie e per la, fatidica, prima infanzia, insieme alla diffusione del part-time.

In effetti anch’io credo che aumentare gli aiuti, gli sgravi fiscali ed i servizi alle famiglie potrebbe aiutare, ma se invece di fare tante ricerche, che danno risposte assolutamente sacrosante ma piuttosto scontate, qualcuno facesse qualcosa di concreto in questo senso? L’impressione è che si faccia sempre un grande spreco di inchiostro, carta e parole senza che ne corrisponda una qualunque azione concreta, ogni strada, anche la più difficile, comincia con un semplice passo…

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