Da 22 ottobre 2012 7 Commenti Leggi tutto →

Le parole-chimera inventate dai bambini

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parole-chimera inventate dai bambini

Bruno Tognolini, poeta e scrittore per bambini, ha coniato il termine “parole-chimera” per definire tutte quelle parole che i bambini inventano storpiando parole vere, che per loro suonano difficili e hanno un significato oscuro. Lo scrittore ne ha parlato al Festival internazionale Tuttestorie, la cui settima edizione – dedicata a “L’incomprensibile” – si è svolta a Cagliari e in altri quattordini comuni sardi e si è conclusa il il 10 ottobre. Attraverso le parole di Stefano Bartezzaghi, che scrive su repubblica.it, vediamo insieme alcune di queste espressioni, raccolte da Tognolini tramite amici e internet:

Una bambina chiama il secondo episodio della saga di Guerre stellari “L’Impero col Pisciancòra”  –  forse un mitico gigante fanta-urinario, come Gulliver a Lilliput. Un altro va in vacanza grazie ai buoni uffici di un bestione addomesticato, il Draghetto di Sardegna.

Un’altra minacciava la sorella: se non avesse fatto la brava sarebbe venuto un orco a portarla nel locale Orcanotrofio. A volte i grandi si esprimono in un modo incomprensibile perché parlano “indialetto” (ma altrove un bambino era convinto che si trattasse dell'”indianetto“, un piccolo genio dall’idioma forestiero).

Altra parola-chimera è contenuta in questa frase: “Il vestito mi va bene, le scarpe mi vabenano“. E il volante, dato che non serve per volare, ma per guidare, diventa il guidante: termine scovato da Tognolini e riportato da Bartezzaghi su Repubblica, ma usato anche da mia figlia di cinque anni, recentemente, mentre guidavo (in realtà, questa parola non è la sola, di quelle citate, che mia figlia ha usato, perché la scorsa estate mi ha anche parlato di “draghetti”, dopo averli visti navigare sul lago Maggiore).

E’ divertente scoprire che parole apparentemente inventate da tua figlia in realtà fanno parte di un lessico comune ad altri bambini, che non si conoscono tra di loro. Scriveteci qui nei commenti le parole-chimera create dai vostri figli, vediamo insieme se ne troviamo altre comuni a più bambini!

Livia

Fonti: www.repubblica.it

123rf.com

Postato in: Bambino
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7 Comments on "Le parole-chimera inventate dai bambini"

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  1. Marinella scrive:

    IRENE: Papà, hai detto no? Allora hai NOIATO!

  2. Livia scrive:

    Ieri, davanti a un piatto di pasta con i broccoli:
    Non mi piace la pasta con i bernoccoli…

    E oggi, desiderando usare il mio deodorante:
    Mamma, mi presti il tuo odorante?

    • Livia scrive:

      Ieri, a scuola, mentre le maestre toglievano le decorazioni di Natale: “guarda, le maestre tolgono le decorazioni natalizie” dico io; e mia figlia risponde: “natalizie e befanizie, intendi”.

      Oggi,invece, le chiedo se ha caldo o freddo, e lei risponde: “tiepido”.

  3. cristina scrive:

    Mia figlia di 20 mesi chiama “tinnina” il seno, “cuoco” il fuoco, “tetto” lo usa sia per orsetto che per rossetto,letto, fazzoletto e culetto.. “corota” al posto di carota, “pillo” é il capello per distinguerlo “da pello” che è il cappello…e tanti altri

    • Livia scrive:

      Divertente! Mi hai fatto ricordare che la mia invece a tre anni chiamava il cuoco “fuoco”, il contrario della tua.
      Ora, a 5 anni, chiama il semaforo “femaforo”: ovvio, serve per fermare le persone!

  4. Claudia Carusi scrive:

    Mia nipote Valentina coniò ‘spazzicadenti’ e ‘Luna cometa’. Mio nipote Fabio fuse l’armonica a bocca che gli aveva regalato lo zio, con il di lui trombone a coulisse, in ‘trombonica’ (per indicare il trombone); Sara invece diceva Fiotton Cocc e Ficioficio (dentifricio) e se aveva freddo chiedeva ‘Mi coperti?’.
    Quando era arrabbiata aveva i ‘vernetti’; il profumo era ‘ferumo’; quando invece ero io la bimba, i pomodori erano ‘bolòni’ e la camicia era la ‘mansciscia da giorno’ (in contrapposizione alla ‘mansciscia da notte’.

    • Livia scrive:

      Ne hai una collezione, di parole-chimera! Bisognerebbe scriversele sempre, perché a distanza di anni è facile dimenticarsele…

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