Da 16 giugno 2009 4 Commenti Leggi tutto →

L’incontinenza urinaria da sforzo e la ginnastica perineale

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Spesso dopo il parto si soffre temporaneamente di incontinenza urinaria da sforzo, che consiste in una difficoltà a trattenere l’urina sotto sforzo. Lo sforzo può essere uno starnuto, un colpo di tosse, una risata o un urlo di rabbia, come pure una blanda corsa. Basta insomma una lieve contrattura dei muscoli addominali per causare una piccola perdita di urina. Se si è subita un’episiotomia o se si allatta è più facile manifestare questo problema, che, una volta risolto, potrà ripresentarsi durante una nuova gravidanza, o in menopausa, essendo causato, oltre che da un rilassamento dei muscoli del pavimento pelvico, anche dalla presenza o dall’assenza di certi ormoni. Pochi ginecologi ne parlano, pochi sanno come curarla, almeno secondo la mia esperienza, dando forse per scontato che passerà, così come è venuta, e ignorando il fatto che per la donna il disturbo può essere all’origine di un certo disagio.

La cura invece esiste, è indolore e non costa quasi niente. Poiché all’origine del problema si trova – come abbiamo detto – un eccessivo rilassamento del pavimento pelvico, altro non occorre che una ginnastica, detta perineale, che, attivando la muscolatura del perineo, la riporta al suo antico splendore.

Ci sono ostetriche che sanno, con una breve visita, fare quello che viene definito test perineale: valutano la tenuta e l’elasticità del muscolo, e in base al dato raccolto indicano quali esercizi fare, in che modo e per quanto tempo. Fissano poi una visita di controllo per valutare nuovamente il perineo.

Gli esercizi che si imparano con la ginnastica perineale, detti anche di Kegel, consistono nel contrarrre e nel rilassare i muscoli pubococcigei, secondo una precisa sequenza, che varia a seconda dell’esito del test e del programma impostato dall’ostetrica. Si tratta di muscoli con i quali chi pratica danza del ventre o yoga dovrebbe avere una certa dimestichezza, ma non tutti sono abituati a utilizzarli. Per imparare a riconoscerli è utile provare a interrompere il flusso urinario durante la minzione. Una volta individuati i muscoli coinvolti in questa operazione si seguirà la pratica in qualsiasi altra circostanza e momento delle giornata. Di solito si alternano contrazioni rapide a contrazioni lente, contrazioni brevi a contrazioni lunghe. La chiave del successo è la costanza.

I benefici di questi esercizi vanno oltre la cura dell’incontinenza urinaria: essi sono utilissimi come prevenzione, ragione per cui è bene farli già in previsione di una gravidanza, riducono i rischi di prolasso degli organi pelvici, aumentano la capacità di controllare l’orgasmo. Sono, è vero, un po’ noiosi, ma il fatto di poterli fare ovunque, anche al pc, davanti a una tastiera, dovrebbe incoraggiarci a farli spesso, ogni qualvolta ne abbiamo la possibilità.

Qualcuna di voi ha avuto problemi di incontinenza urinaria dopo il parto? Ha trovato indicazioni valide su come risolverla? E ci è riuscita?

Immagine: www.medem.com

4 Comments on "L’incontinenza urinaria da sforzo e la ginnastica perineale"

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  1. Elena scrive:

    Ciao Livia,

    Grazie per la risposta!
    In attesa di iniziare pilates ho preso una panca per addominali, vediamo se la situazione migliora… Tutto del mio ventre si può dire, tranne che sia tonico.
    E vabbè, gioie della maternità! 😀

    Grazie ancora, ciao!

    Elena

  2. Elena scrive:

    Ciao!

    Cercando informazioni su come eventualmente risolvere questo disturbo presentatosi a seguito del parto, mi sono imbattuta nel tuo commento.
    Nel mio caso credo che l’incontinenza da sforzo sia stata causata da una manovra un po’ brusca praticata dall’ostetrica. Poco dopo aver partorito (parto naturale, niente episiotomia, appena 1 punto di sutura), l’ostetrica mi ha fatto il cosiddetto cateterismo vescicale, perché da sola non riuscivo a svuotare la vescica. Ma l’inserimento del catetere è stato piuttosto violento, mi ha fatto malissimo e infatti ho sanguinato dall’uretra per un mese abbondante. Quando però ho fatto la visita di controllo a 40 giorni dal parto, il ginecologo non ha riscontrato nessun trauma a carico dell’uretra, nonostante tutta l’area interessata mi facesse ancora male come se avessi preso un colpo.
    Oggi il mio bambino ha 9 mesi, e la zona è sempre dolorante. Ma il disturbo che più mi preoccupa è l’incontinenza che sperimento ogni volta che ho la vescica piena e mi capita di tossire, starnutire o sollevare un peso.
    Conosco gli esercizi Kegel, li praticavo anche in gravidanza (non con la costanza con cui avrei dovuto, questo è vero…). Il punto è: davvero con un po’ di pazienza e di ginnastica pelvica l’incontinenza sparirà e recupererò la tonicità muscolare? O a 31 anni devo prevedere nel prossimo futuro episodi sempre più frequenti (e abbondanti….) di incontinenza e magari persino un prolasso?
    Ah, sto ancora allattando: quando smetterò forse la situazione migliorerà? Sono francamente un po’ preoccupata.

    Ciao, e grazie per gli eventuali consigli!

    Elena

    • Livia scrive:

      Ciao, io direi innanzitutto di non preoccuparti. Da quello che ho sentito dopo un parto naturale è normale entro una certa misura avere episodi di incontinenza urinaria. Sicuramente il fatto di allattare rende i tuoi muscoli meno tonici, vedrai che quando smetti la situazione migliora. Continua a praticare Kegel, per rinforzare il pavimento pelvico. E quando senti che il tuo pavimento pelvico è più tonico, inizia a lavorare con gli addominali, magari con il pilates, che ho scoperto è fenomenale per avere un ventre d’acciaio. Con un ventre tonico non rischi alcun prolasso, questo è sicuro!

      Livia

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