L'olio di ricino in gravidanza: pro e contro

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Le straordinarie proprietà lassative dell‘olio di ricino sono conosciute da secoli e fanno parte della tradizione fitoterapica e medica internazionale. Al giorno d’oggi viene ancora utilizzato ad esempio, per liberare l’intestino prima degli interventi chirurgici oppure per favorire l’evacuazione totale del colon e stimolare le contrazioni necessarie a favorire il travaglio durante il parto.

L’olio di ricino è infatti un olio vegetale che si ottiene dalla spremitura a freddo dei semi della pianta Ricinus communis. L’olio ottenuto attraverso questa procedura è molto denso, di colore giallo con un fortissimo e caratteristico odore e sapore che lo rendono riconoscibile e sgradevole anche solo all’olfatto.

L’olio di ricino è il più forte dei lassativi a base oleosa poichè è molto ricco di acido ricinoleico. Viene generalmente ingerito a stomaco vuoto, mescolato con olii essenziali o succo di arancia per mitigarne il cattivo sapore e produce un marcato effetto lassativo nel giro di 2-6 ore.
L’uso dell’olio di ricino come induttore del travaglio è molto controverso anche nella perchè la stimolazione delle contrazioni attraverso i dolori addominali e lo svuotamento del colon provocherebbe ulteriore e maggiore fatica alla gestante. Voi che esperienza avete con l’olio di ricino in sala parto? Volete raccontarcela?

 

Vi proponiamo a proposito dell’olio di ricino e quindi dei metodi naturali per stimolare l’induzione del parto  un video a cura di Blogmamma in collaborazione con Openminds corsi pre-parto

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