Da 14 settembre 2009 0 commenti Leggi tutto →

Malattie bambini: la Bronchiolite

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La bronchiolite è una malattia respiratoria tipica della prima infanzia. Si chiama così perché colpisce i bronchioli, cioè le ultime ramificazioni dei bronchi, restringendone il calibro e causando difficoltà respiratorie. E’ un’infiammazione di origine virale che nella maggior parte dei casi è provocata dal Virus respiratorio sinciziale (Vrs), che però non è l’unico responsabile. La bronchiolite può, infatti, essere causata anche da un virus parainfluenzale o da un adeno-virus, il virus del raffreddore.

Inizialmente, infatti, si presenta con alcuni sintomi comuni alla maggior parte delle infezioni dell’apparato respiratorio e altri, invece, soltanto propri. Nel suo decorso si possono osservare tre fasi:
fase iniziale che dura da due a quattro giorni, durante i quali il bambino ha il naso chiuso con abbondanti secrezioni, tanto da far pensare a un raffreddore. Raramente compare la febbre che, quando c’è, è bassa. Ben presto iniziano le difficoltà respiratorie;
fase acuta che dura da uno a due giorni, ed è caratterizzata dall’aumento degli atti respiratori, che si fanno sempre più veloci e superficiali, e da una tosse secca e costante. Osservando il bambino si può notare che, ogni volta che inspira, si sforza molto e la pelle sotto la gola e tra le costole si incava, rientrando. Sintomo caratteristico della bronchiolite è la comparsa del “sibilo”, che indica il restringimento del calibro dei bronchioli e si può udire accostando l’orecchio alla bocca del bambino quando espira. Il piccolo è inappetente, rifiuta il biberon ed è in generale stanco e irritabile;
fase di recupero durante la quale il bambino sta meglio, ma il sibilo e, in generale, le difficoltà respiratorie possono perdurare anche dopo che la fase acuta della malattia si è conclusa e per circa un’altra settimana.

Va ricordato che il bambino colpito da bronchiolite rimane contagioso per circa una decina di giorni.

Dunque spetta al pediatra stabilire la cura più idonea dopo un’accurata visita medica con auscultazione del torace del bambino. Se la bronchiolite è leggera e le condizioni generali di salute del piccolo sono buone, può essere trattata a casa e bisogna:
dare da bere al piccolo, a piccole dosi ma con regolarità, perché recuperi i liquidi persi e sciolga le secrezioni bronchiali;
mantenere sempre libero e pulito il nasino per evitare che l’accumulo di muco ostacoli ulteriormente la respirazione e provochi altre complicazioni;
garantire il giusto grado di umidità all’ambiente attraverso gli appositi umidificatori oppure ponendo delle vaschette d’acqua vicino ai termosifoni;
regolare la temperatura della cameretta intorno ai 19-20° C per favorire il riposto del bambino;
non coprirlo troppo per evitare che abbia caldo e faccia fatica a respirare;
non fumare in casa in quanto il fumo passivo irrita ancora di più le vie respiratorie;
evitare i luoghi affollati, come i mezzi pubblici, e il contatto con altri bambini perché possono essere portatori di infezioni;
non utilizzare deodoranti per ambienti, oli aromatici, incensi profumati e tutto ciò che può provocare un’ulteriore irritazione alle sue vie respiratorie.

Dal momento che non esiste un vaccino contro la bronchiolite, diventa ancora più importante seguire alcune misure precauzionali valide anche per le altre infezioni respiratorie:
evitare che il bimbo entri in contatto con un adulto ammalato;
se ad essere raffreddata è la mamma che lo allatta, indossare una mascherina usa e getta quando ci si occupa del bambino;
lavarsi spesso le mani prima di toccare il piccolo, soprattutto se qualcuno in casa è raffreddato o influenzato, perché il virus sopravvive sulla pelle e si può trasmettere per contatto.

Immagine:
9moisavectoi.com
futura-sciences.com

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