Malattie in gravidanza: epatite B, prevenzione e rischi

ADV

L‘epatite B è una malattia epatica grave, per una donna in gravidanza è di fondamentale importanza sapere se è venuta a contatto con i virus dell’epatite B, il contagio avviene attraverso il contatto con sangue infetto, trasfusioni di sangue (anche se da alcuni anni il sangue è sottoposto ad accurati controlli), contatto accidentale con siringhe abbandonate o altro materiale infetto, rapporti sessuali con partner portatori del virus; questa malattia può essere trasmesse al feto per contatto diretto al momento del parto, con l’allattamento al seno.

Il passaggio del virus attraverso la placenta è possibile per tutta la gestazione, ma il rischio di contagio per il feto è particolarmente alto quando l’epatite materna si manifesta in forma acuta nell’ultimo trimestre di gravidanza, il rischio aumenta quando è prossimo al parto. Il virus, che si trova nel sangue e nel liquido vaginale della madre, lo espone immediatamente all’infezione. Tutti i contatti ravvicinati con la madre dopo il parto espongono il bambino al virus presente nella saliva, nel sangue e, nei casi di allattamento al seno, nel latte materno.

 Tutte le gestanti vengono sottoposte al test per la ricerca dell’HBsAg ed eventualmente di altri “makers” rilevatori specifici per la malattia. I bambini nati da madri cioè potenzialmente infette, vengono trattati preventivamente con immunoglobuline e vaccino entro le prime 12-24 ore di vita: l’associazione del vaccino con le gammaglobuline consente di prevenire l’infezione del neonato nel 90-95% dei casi e permettendo alla madre di allattare il bambino. Per quanto riguarda la madre la prevenzione viene fatta solo con immunoglobuline. 

Quindi in caso di gravidanza, è opportuno chiedere al medico di eseguire un test per l’epatite B; infatti si può essere infetti senza avere sintomi. Se già si ha l’epatite B, il bambino può essere vaccinato e, nella maggior parte dei casi, protetto contro il virus.

I vaccini contro l’epatite B producono anticorpi contro il virus nella maggior parte degli adulti, dei bambini e dei neonati. I neonati vaccinati hanno una protezione della durata di almeno 5 anni.

Immagini:
salutepourfemme.it

Blogmamma.it ha carattere divulgativo. I punti di vista e le informazioni date non intendono in nessun caso sostituirsi al parere del medico, che invitiamo sempre a consultare in caso di dubbio.

Scrivi un commento