Da 23 giugno 2009 3 Commenti Leggi tutto →

Malattie in gravidanza: il diabete gestazionale

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Il diabete mellito può comparire per la prima volta in gravidanza durante il secondo o terzo trimestre e in questo caso viene chiamato diabete gestazionale. E’ legato all’azione di alcuni ormoni della gravidanza e, anche se destinato a scomparire dopo il parto, va tenuto sotto controllo perché può interferire con il buon andamento della gravidanza provocando seri danni alla salute del piccolo e della futura mamma.

A partire dal secondo trimestre, infatti, la placenta (l’organo che nutre e ossigena il piccolo nel pancione) comincia a produrre ormoni che possono arrestare l’azione dell’insulina. Di norma, l’organismo della futura mamma riesce a produrre insulina in quantità sufficiente a compensare questo meccanismo, ma quando questo non avviene gli zuccheri si accumulano nel circolo sanguigno, provocando un’alta concentrazione di zuccheri nel sangue. I sintomi più comuni del diabete gestazione sono stanchezza, sete persistente, minzione frequente.

Come abbiamo già detto questo disturbo influisce sullo sviluppo del feto, infatti l’iperglicemia della futura mamma ha come conseguenza anche il passaggio eccessivo di zuccheri al piccolo. Con la conseguenza che il peso del feto aumenta in maniera eccessiva. Le donne che soffrono di diabete gestazionale, infatti, partoriscono neonati con peso superiore a 4 chilogrammi (neonato macrosoma).

Aumentano le probabilità di comparsa di diabete gestazionale o se ne sospetta la presenza quando:
– si ha familiarità con la malattia, cioè presenza di casi di diabete gestazionale in famiglia;
– c’è stata comparsa di diabete gestazionale in gravidanze precedenti;
– si ha già avuto un precedente parto di un neonato macrosoma;
– l’età della futura mamma è superiore ai 35 anni;
– è presente obesità o aumento di peso eccessivo in gravidanza, in quanto si rallenta il metabolismo con conseguente riduzione dell’assorbimento dell’insulina nelle cellule.

E allora quali sono gli esami per scoprirlo?

Il primo test per verificare la presenza di diabete gestazionale è la mini-curva della gravidanza. E’ un esame di ruotine gratuito che si esegue intorno alla 26° settimana. Se però c’è un aumento di peso eccessivo o c’è familiarità con il diabete si anticipa generalmente alla 16°-18° settimana. L’esame consiste nel bere una soluzione di 50 grammi di glucosio diluito nell’acqua e nel fare due prelievi di sangue (uno a digiuno e uno dopo un’ora dall’assunzione del liquido) per misurare la glicemia.

Se il secondo prelievo mostra valori uguali o superiori a 140 mg/dl, si è in presenza di un’iperglicemia. A questo punto per avere la conferma di diabete gestazionale occorre eseguire un altro esame chiamato “curva da carico orale di glucosio” che consiste nel bere una soluzione contenente 100 grammi di glucosio diluito nell’acqua e nel fare quattro prelievi di sangue, a distanza di un’ora l’uno dall’altro (il primo va fatto a digiuno). I valori normali devono essere inferiori a 110 mg/dl a digiuno, a 180 mg/dl dopo un’ora, a 155 mg/dl dopo due ore e a 140 mg/dl dopo tre ore. Se il test evidenzia valori superiori a questi ultimi, si può eseguire un ulteriore esame, che consiste nel prelievo di sangue dopo ogni pasto nelle 24 ore per valutare il livello di glicemia. Utile nel diagnosticare il diabete e, in seguito, per monitorare l’efficacia delle cure, è anche il dosaggio nel sangue di una proteina chiamata emoglobina glicosilata (HbA1c).

Una volta accertato il diabete gestazionale la prima cura avviene a tavola. Un regime alimentare a ridotto contenuto di carboidrati (zuccheri) serve, infatti a mantenere sotto controllo la glicemia e il peso corporeo, dato che l’obesità è un fattore di rischio per il diabete gestazionale. . Allo stesso scopo è bene anche effettuare una leggera attività fisica, infatti il movimento, bruciando gli zuccheri in eccesso, aiuta a tenere bassi i livelli di glicemia. In genere, la dieta dà buoni risultati, ma se questa non è sufficiente, occorre associarla alla terapia dell’insulina, somministrata secondo specifici protocolli.

A questo punto è necessario che la futura mamma sia seguita scrupolosamente da un diabetologo oltre che da un ginecologo per:
mantenere il più possibile, entro la norma, il livello ematico del glucosio durante l’arco della giornata;
– determinare il periodo più propizio per la nascita del bambino;
– essere certi che il bambino nasca in un ospedale ben attrezzato in caso di un’eventuale terapia intensiva neonatale.
Se non insorgono complicanze, allora si cercherà di arrivare alla trentottesima settimana per provocare il parto; ma può darsi che si debba intervenire prima, per problemi di sofferenza fetale.

Immagine:
diabetes.taragana.net
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nutrizioneumana.it

Blogmmamma.it è un sito a carattere divulgativo. I punti di vista e le informazioni date non non intendono in nessun caso sostituirsi al parere del medico, che invitiamo sempre a consultare in caso di dubbio.

3 Comments on "Malattie in gravidanza: il diabete gestazionale"

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  1. pelagie scrive:

    posso utilizzare un di questo immagie

  2. Paola scrive:

    Vedrai che tutto andrà bene!!!

    Tienici informate e in bocca al lupo!!!!

  3. passodoppio scrive:

    Ho un pò di paura adesso. L’obesità c’è, la sete anche, la stanchezza pure. Ma è pure vero che sono due bimbe di due chili ciascuna! Do ani vado a fare la curva. Speriamo bene!!!

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