Da 25 giugno 2009 0 commenti Leggi tutto →

Malattie in gravidanza: la gestosi

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La gestosi è una malattia che compare durante la gravidanza e che scompare da sé dopo il parto, ma è molto importante tenerla sotto controllo perché può arrecare serie conseguenze alla mamma e al bambino. E’ una malattia tipica del secondo trimestre, infatti di solito compare intorno alla 27^-28^ settimana di gestazione ed è, per alcuni versi, “misteriosa” in quanto non sono ancora completamente note le cause, ma sembra che in parte siano legate ad alterazioni della placenta (l’organo che nutre e ossigena il feto) che possono verificarsi nel corso della gravidanza.

Alcuni fattori possono contribuire a causare la gestosi ed in particolare sono più a rischio:
– le donne alla prima gravidanza;
– le donne sopra i 35-40 anni, l’incidenza della gestosi è tre volte superiore alle altre;
– le gravidanze gemellari;
– le donne obese e in sovrappeso;
– le future mamme che già prima della gravidanza soffrivano di pressione alta, diabete, problemi renali o gestosi stessa;
– le fumatrici;
– le donne con abbondante liquido amniotico o con fibromi uterini (tumori benigni).

All’inizio la gestosi causa disturbi simili a quelli di una normale gravidanza come stanchezza, gonfiore, aumento di peso. Ma con l’aggravarsi della malattia i disturbi diventano più seri e possono comparire:
ipertensione cioè il rialzo della pressione che è causata dalle sostanze tossiche che vengono prodotte dalla placenta danneggiata. La donna avverte affaticamento per la costrizione delle piccole arterie;
proteinuria, ossia perdita di proteine con le urine per compromissione dei capillari renali;
alterazioni e problemi al fegato;
vomito;
dolori addominali;
cefalea forte;
disturbi visivi;
diminuzione delle piastrine;
emolisi, ossia rottura dei globuli rossi;
problemi di coagulazione del sangue;
– maggiore rischio di distacco della placenta ed in questo caso diventa urgente anticipare il parto per evitare pericoli per il bambino;
contrazioni generalizzate;
– possibili lesioni anche serie degli organi interni come i reni, il fegato, la retina e il sistema nervoso. Se individuate e trattate in modo corretto, comunque, le lesioni epatiche e renali sono reversibili, non si manifestano oltre la gravidanza, e non hanno ulteriori conseguenze per la salute della mamma.

Il rischio principale per il feto è legato all’alterazione della placenta, l’organo che lo nutre e ossigena. La sua modificazione e l’eliminazione di tossine possono causare un ritardo di crescita o un rischio di parto pretermine o indotto, se la placenta non è più in grado di assicurare il corretto nutrimento al feto.

Se la gestosi è appena agli inizi può essere tenuta sotto controllo con il riposo e una dieta a basso contenuto di sodio. Mentre allo stadio più avanzato saranno necessari anche farmaci specifici (diuretici, antipertensivi, sedativi, anticonvulsivanti) e in certi casi il ricovero in ospedale. Infatti spesso i medici preferiscono anticipare il parto di qualche settimana, se la placenta risulta molto danneggiata, per evitare una sofferenza al feto e conseguenze serie sulla salute della donna.

Dunque per verificare qualsiasi possibile alterazione, è bene che la futura mamma a rischio di gestosi tenga costantemente sotto controllo:
– il peso;
– i valori della pressione;
– la presenza di proteine nelle urine;

Per individuare la gestosi è possibile effettuare un esame non invasivo e indolore denominato “flussimetria doppler delle arterie uterine”, si tratta di un’ecografia particolare che utilizza ultrasuoni per valutare la funzionalità del circolo uterino già a 20-24 settimane. Questo esame è consigliato a tutte le donne, ma soprattutto alle primipare e a coloro le quali hanno già avuto casi di pre-eclampsia o di ritardo di crescita intrauterina.

Immagine:
diabetes.taragana.net
indianwomenshealth.com

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