Da 29 settembre 2009 0 commenti Leggi tutto →

Malattie in gravidanza: l’ipertensione

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La pressione deve essere tenuta sotto controllo sin dall’inizio della gravidanza, ma l’ideale sarebbe conoscerne i valori già prima del concepimentoL’ipertensione gestazionale può interferire anche pesantemente con il benessere di mamma e bebè ed è importante diagnosticarla per tempo per prevenire o risolvere possibili complicazioni.

E’ però importante distinguere l’ipertensione gestazionale, frutto di una reazione anomale dell’organismo materno alla gravidanza che si risolve spontaneamente dopo il parto, dall’ipertensione cronica, di cui la donna soffriva già in precedenza e che non regredisce con la nascita del bebè. Si tratta di due meccanismi patologici completamente differenti, che richiedono terapie diverse e che possono addirittura sovrapporsi, se una donna già ipertesa, una volta incinta, viene colpita da ipertensione gestazionale. La ventesima settimana di gravidanza è la linea di demarcazione che permette di distinguere le due forme in quanto l’ipertensione gestazionale compare, in genere, a partire dalla fine del secondo trimestre, dunque se i valori pressori superano la norma prima della ventesima settimana, significa che la futura mamma era già ipertesa.

Sin dall’inizio della gravidanza, i valori vengono verificati ogni mese in occasione della visita dal ginecologo ma a partire dall’ultimo trimestre, oltre alla misurazione effettuata dal medico sono necessari controlli più ravvicinati. L’ideale sarebbe verificare la pressione almeno una volta alla settimana, in farmacia o a casa. Si tratta di un’abitudine davvero importante, perché è l’unico modo per individuare tempestivamente disturbi che, se non diagnosticati, possono avere conseguenze anche gravi sulla salute di mamma e bebè.

Per rientrare nella norma, i valori della pressione minima e massima devono restare al di sotto di 90 e 140. E se si scopre che questa soglia è stata raggiunta o superata bisogna segnalarlo al medico, infatti, anche un rialzo molto lieve non deve assolutamente essere ignorato poiché potrebbe trattarsi di un dato “isolato”, non significativo, ma potrebbe anche essere il primo segnale di una patologia. Dunque in caso di sospetta ipertensione è necessario effettuare un breve ricovero ospedaliero o un day hospital per un inquadramento diagnostico e una valutazione generale del benessere della mamma e del bambino.

In ospedale la futura mamma verrà sottoposto a diverse misurazioni della pressione nel corso delle 24 ore e ad alcuni esami, tra cui analisi del sangue e analisi delle urine. Inoltre, poiché l’ipertensione può disturbare anche il piccolo nel pancione, la sua salute verrà verificata mediante vari test:
– la biometria fetale, controllo ecografico per misurare la crescita del piccolo;
– la flussimetria doppler per valutare il flusso di sangue nei vasi sanguigni fetali e placentari;
– il monitoraggio cardiotocografico ovvero il monitoraggio del battito cardiaco fetale.

Se i valori risultano stabili, il rialzo è molto lieve, e mamma e bimbo stanno bene, la donna viene dimessa e la situazione viene tenuta sotto controllo ambulatorialmente e se, tutto procede normalmente la futura mamma non deve sottoporsi a terapie particolari e non è necessario far nascere il piccolo con un cesareo. Al contrario invece, se si verifica un peggioramento allora la futura mamma viene immediatamente ricoverata in ospedale per tenere la situazione sotto strettissimo controllo.

Nei casi più gravi, quando l’ipertensione danneggia gli organi causando forti disagi alla madre con sintomi quali mal di testa, disturbi visivi, disfunzioni a livello epatico o renale, convulsioni (anche se molto di rado) o al bimbo che potrebbe avere un rallentamento nella crescita, diventa necessario far nascere il piccolo. Una soluzione che si cerca il più possibile di rimandare, se l’attesa è ancora lontana dal termine, per evitare al piccolo i disagi di una nascita fortemente prematura.

Prevenire l’ipertensione gestazionale è comunque possibile infatti, evitando o correggendo determinate abitudini si riduce il rischio di soffrire della patologia:
tenere il peso sotto controllo, in quanto, iniziare la gravidanza con un forte sovrappeso o aumentare di molti chili nel corso dei nove mesi espone a un maggior pericolo;
avere una sana alimentazione seguendo una dieta varia ed equilibrata e apportando una buona quantità di liquidi che dovrebbe aggirarsi intorno a 1 o 2 litri di acqua;
eliminare completamente fumo ed alcol.

Ma anche nei casi di ipertensione più grave, però, una volta nato il bimbo la situazione è destinata a migliorare e a risolversi nell’arco di alcune settimane.

Immagine:
images.com by Bek Shakirov

Blogmamma.it ha carattere divulgativo. I punti di vista e le informazioni date non intendono in nessun caso sostituirsi al parere del medico, che invitiamo sempre a consultare in caso di dubbio.

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