Mamme a lavoro, bambini felici!

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Per anni numerose ricerche hanno  preoccupato le mamme lavoratrici perché affermavano che la crescita dei propri figli sarebbe stata serena solo se per tutelarli avessero abbandonato il lavoro per i primi anni di vita del bambino.

Adesso, grazie a uno studio  condotto dalla americana Columbia University School of Social Work su mille bambini in 10 areee geografiche differenti, è possibile affermare che l’impegno professionale delle mamme per la crescita sana dei nuovi arrivati non cambia assolutamente nulla. Cosi mentre i dossier dell’Unicef nel 2008 consigliavano di seguire i piccoli almeno nei primi 12 mesi per non metterne a rischio lo sviluppo e che la mamma in carriera pregiudicava l’apprendimento  rendendolo più lento e difficoltoso la nuova ricerca ribalta completamente le vecchie “certezze“.

Jane Waldfogel, professoressa della Columbia University e della London School of Economics, curatrice dello studio, afferma che se una mamma non lavora diminuiscono le entrate famigliari, ed è maggiormente a rischio la salute mentale dei genitori e anche il livello di attenzioni mediche si abbassa. Meno soldi portano meno cure. Noi abbiamo messo ogni singolo fattore sulla bilancia». I vantaggi e gli svantaggi restano in equilibrio. La differenza è data dall’attenzione dei genitori alle esigenze dei bambini, anche se lavorano più di 30 ore la settimana.

I blog dei siti come «Netmums» e «Mumandworking» si sono riempiti immediatamente di reazioni di giovani mamme sollevate da un peso. Anne Lou Morgan ha deciso di raccontare la sua storia, mettendo in rete una foto di quando suo figlio Nicholas aveva tre mesi, sua madre, lo porta in giro in carrozzina. Lei ha una faccia scavata e vuota . «Credevo che la mia vita fosse finita. Io non c’ero più, c’era solo lui, era il mio destino. E al lavoro non mi avrebbero aspettato per molto. Ho passato mesi infernali». Poi il marito l’ha tirata per un braccio e le ha detto: «O torni in ufficio o ti prendo a pedate». Lei ha apprezzato. «Sono rinata, ma mi sentivo in colpa. Ora questa ricerca mi apre il cuore». Secondo i dati dell’istituto nazionale di statistica, per altro, crescere un figlio in Inghilterra costa ai genitori 800 sterline al mese e una famiglia su cinque non è in grado di reggere il peso del nuova spesa. Rinunciare al lavoro significa condannarsi a non avere i soldi per pagare il mutuo. «E solo se prendo uno stipendio posso pagarmi l’asilo», chiude Anne Lou.

Quante di voi ha avuto la stessa esperienza di Anne Lou?

Immagini:
famiglienumerose.org
corriere.it

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