Mamme blogger: non solo hobby

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Mentre le mamme blogger nostrane dibattono su temi quali ‘allattamento sì oppure no’ e vengono citate quasi come un fenomeno di folklore dai media tradizionali, le colleghe d’oltreoceano, molto più pragmatiche, pensano a portare a casa risultati concreti.

Parlare di problemi di inserimento all’asilo o di ‘noprom sì oppure no’ si usava nel 2008, agli ‘albori’ delle mamme blogger, ora alle convention a cui partecipano numerose le blogging moms americane, ormai affermate professioniste, si parla di branding, ottimizzazione e posizionamento del blog.

I blog sono infatti diventati un vero e proprio lavoro per molte e non si possono prendere alla leggera: ne sanno qualcosa le fondatrici di Bloggy Boot Camp, Tiffany Romero e Heather Blair,  che riunisce 5.000 bloggers, quasi tutte mamme.

Bloggy Boot Camp è un una conferenza itinerante, che raccoglie migliaia di blogger a ogni data in cui viene organizzata. La maggior parte sono mamme e si riuniscono per conoscersi, per discutere e soprattutto per capire come monetizzare il blog e come proporsi agli inserzionisti. Perché che il blog debba generare profitti è ormai assodato, ‘Siete qui perché siete delle professioniste!’ vengono accolte così le blogger da Tiffany Romero. E le presentazioni avvengono a suon di business cards e di numeri di pagine viste, tutte dai quattro zeri in su al mese.

Quelli che solo pochi anni fa erano dei luoghi in cui postare le foto dei propri bambini e glorificarne le gesta, sono diventati dei media che fanno tendenza, che per alcune blogger sono delle vere e proprie miniere d’oro. Secondo uno studio del 2009 di Blogher, 23 milioni di donne americane leggono, scrivono o commentano altri blog ogni settimana.

E’ la blogosfera il luogo in cui le mamme si informano, in una sorta di reality show in cui sono le altre mamme a raccontarti cosa ti aspetta nella crescita dei tuoi figli, e non i libri o le riviste dedicate ai genitori, considerati alquanto arcaici.

1 Comment on "Mamme blogger: non solo hobby"

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  1. Panzallaria scrive:

    e secondo me in America, con quel lavoro riescono perfino a viverci. Perchè, come dici tu, sono pragmatiche 😉
    bel post
    ciao
    panz

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