Da 3 giugno 2009 0 commenti Leggi tutto →

Mamme blogger: Vivapocahontas

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Cosa succede se a 20 anni molli tutto per seguire l’amore (e non ti fermi più?) Ce lo racconta nel suo blog Marcella, in arte Pocahontas, che vive in Connecticut con il marito e due bimbe. E’ entrata solo ad aprile nel magico mondo delle mamme blogger e, incuriosite dal suo modo di scrivere allegro e brillante, le abbiamo chiesto qualcosa di più sulla sua esperienza di mamma espatriata.

Raccontaci un po’ di questa tua vita girovaga: di dove sei e come sei finita oltreoceano?
Sono nata e cresciuta a Milano. Ho iniziato la mia vita da nomade a 21 anni quando sono andata a trovare un amico (che poi è diventato mio marito!) a New York. Dovevo fermarmi solo un mese ed invece ci sono rimasta per 5 anni in quanto dopo un semestre alla New York University, ho trovato lavoro presso una casa editrice di Manhattan. Dopo NY, per via del lavoro di mio marito, ci siamo spostati a Monaco di Baviera (dove è nata Grumpy), poi a Roma (dove è nata Dopey). Da poco più di un anno siamo tornati negli Stati Uniti, precisamente nella ridente Stamford, Connecticut.

Da quanto tempo hai il blog? come ti è venuto in mente di aprirlo e cosa significa per te?
Il mio blog è giovanissimo, l’ho “partorito” lo scorso Aprile come strumento di “terapia” personale. Mi spiego, il mio blog è un blog semi-serio, non ha grandi pretese se non quella di raccontare le cose che mi succedono nella vita di tutti i giorni, spesso in chiave ironica. Scriverle mi aiuta a sdrammatizzare, a non prendermi troppo sul serio. Scrivo per scrivere e non per essere letta, ma quando poi scopro che ci sono persone che mi seguono, che lasciano commenti, che si identificano o offrono punti di vista nuovi, devo ammettere che mi lusinga. Ho scoperto una comunità di persone splendide che con i loro commenti ed i loro blogs mi fanno imparare, riflettere, ridere. Scrivere era il mio lavoro prima di avere figli, oggi è un modo di staccare per qualche minuto dalla vita da mamma a tempo pieno, mi fa rimettere in moto i pochi neuroni rimasti, mi fa ri-entrare in un mondo di adulti pensanti dopo che per molto tempo ho interagito quasi esclusivamente con le mie nanette pestifere.

Cosa ne pensi della ‘maternità raccontata’ nei nostri blog?
Sono molto felice di aver trovato nei mamma-blogs una nuova definizione di mamma. Basta con siti “mammeschi” che parlano solo di pannolini, svezzamento, e tecniche per fare addormentare i cuccioli! Noi mamme siamo anche altro ed abbiamo un cervello che continua a funzionare anche dopo il parto. Nei blogs ho trovato una dimensione di mamma più reale, lontana dagli stereotipi di mamma perfetta, ordinata, super organizzata e costantemente felice che ci vengono quotidianamente propinati. Siamo fiere di essere imperfette, ammettiamo con ironia i nostri limiti anziché nasconderli facendoci venire la colite, iniziamo a prenderci i nostri spazi senza per questo sentirci in colpa nei confronti dei nostri figli. Dai mamma-blogs emerge una donna che ha la voglia ed il coraggio di condividere il suo personale modo di essere mamma senza paura di essere etichettata.

Come vivi all’estero? vedi molte differenze nell’educazione rispetto all’italia?
Ammetto che è stato un po’ traumatico trasferirmi in Connecticut. Vivere in una grande città come New York è una cosa, ma quando ti ritrovi in piena suburbia le cose si complicano un po’, perché le differenze culturali in un ambiente più piccolo e provinciale sono decisamente meno diluite. Per quanto aperti a nuove esperienze, noi cerchiamo di mantenere nella nostra famiglia le nostre abitudini mediterranee. Ci rendiamo perfettamente conto di non vivere su un’isola… le bambine sono quotidianamente esposte ad un modo di vivere diverso dal nostro ma questo ci permette di insegnare loro ad aprire la mente alle novità ed imparare a filtrare le esperienze. Le differenze nell’educazione sono davvero molte e ci vorrebbe troppo tempo per prenderle in considerazione, potrei dire che i bimbi qui sono molto più indipendenti, ma sarei riduttiva se poi non esponessi le ragioni di tanta autonomia. Sicuramente il nostro senso di famiglia è più radicato nel bene e nel male.

Postato in: Educazione, Moda

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