Da 14 maggio 2009 15 Commenti Leggi tutto →

Mamme e lavoro: il part-time

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Il part-time è la soluzione lavorativa adottata da più di un quarto delle donne italiane che non vogliono rinunciare alla vita professionale anche quando aumenta l’impegno in famiglia ed è anche l’unica soluzione possibile per non rinunciare allo stipendio senza penalizzarla. Infatti una ricerca Istat pubblicata nel 2008 ha confermato che due lavoratrici su tre scelgono il part-time per “badare ai figli”.

Una scelta dettata dal desiderio di non rinunciare alla cura dei bambini, ma che spesso la penuria di servizi a favore della famiglia rendono purtroppo obbligata. In Italia non è ancora molto diffusa come richiesta rispetto ad altri paesi europei perché incontra spesso un rifiuto da parte delle aziende in quanto un’azienda se paga un dipendente vuole averlo a disposizione il massimo del tempo consentito. Dal punto di vista economico l’importo dei contributi non è dimezzato, ma anzi superiore di due terzi alla metà.

Una soluzione considerata troppo costosa dunque nonostante diversi studi abbiano dimostrato che fa calare le assenze e aumenta la produttività. Si fa resistenza a concedere il part-time anche alle mamme che hanno un ruolo di responsabilità in quanto si ritiene che possa diventare un ostacolo alla carriera più per pregiudizi che per vera incompatibilità.

Naturalmente anche se è già in corso un rapporto lavorativo, la modifica dell’orario richiede la sottoscrizione di un nuovo contratto. Deve essere in forma scritta e firmato dalla lavoratrice e dal datore di lavoro. Sul contratto deve essere indicata la formula oraria preferita. Infatti a seconda di come sono organizzati, ci sono vari tipi di part-time definiti in base al numero delle ore lavorate nell’arco della giornata o dell’intero ciclo produttivo. E precisamente:

Orizzontale: Si chiama così quando la riduzione di orario viene stabilita sulla base di quello normale giornaliero. Si lavora cioè tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, quattro ore invece di otto, oppure cinque (a seconda dell’orario giornaliero sancito dai singoli contratti) invece di sette ore e trenta minuti, da effettuarsi al mattino o al pomeriggio secondo gli accordi. Attenzione, in molti casi non vengono più concessi i buoni pasto o le convenzioni mensa.

Verticale: quando l’impegno lavorativo è concentrato in alcuni giorni della settimana o in particolari periodi dell’anno. Un esempio di tempo parziale di 24 ore alla settimana, pari a una percentuale del 60% sulle 40 ore previste, è la ripartizione in tre giorni a tempo pieno e 2 di riposo. Il part-time ciclico consente invece l’astensione dal lavoro per alcuni mesi consecutivi all’anno, per esempio in corrispondenza delle vacanze estive.

Misto: quando la struttura oraria può essere una combinazione del part-time orizzontale, con una riduzione della presenza ogni giorno, e quello verticale, lavorando solo alcuni giorni alla settimana. Il contratto deve, in questo caso, riportare, oltre all’orario concordato, il numero delle ore quotidiane previste, i giorni settimanali impegnati e, nel caso di un part-time ciclico, i mesi in cui si svolge la collaborazione.

La normativa che riguarda il part-time è contenuta in diversi provvedimenti. Sul sito del Dipartimento per le Pari Opportunità sono riportate le leggi principali. Mentre se si vuole maggiori informazioni o risposte a dubbi sul proprio contratto di lavoro allora sarà possibile rivolgersi a consulenti del lavoro, patronati e sindacati.

Insomma a quanto pare il part-time sembra davvero essere un sogno per poche. Difficile da richiedere e ancora più improbabile da ottenere. Qual è la vostra esperienza? Dopo la maternità siete tornate al lavoro a tempo pieno o avete richiesto il part-time?

Immagine:
eurekastreet.com.au

15 Comments on "Mamme e lavoro: il part-time"

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  1. Chiara scrive:

    Come molte altre qui, anche la mia azienda nega il part time alle mamme e così arrivo a casa alle 19 e il tempo per stare con la mia piccolina è pochissimo e mi ritrovo in quelle poche ore la sera a dover fare mille lavori in casa con lei che mi reclama e mi sento in colpa.La mia azienda nega il part time per spingere le mamme ad andarsene..questa è la realtà.

  2. beatrice scrive:

    Dopo la maternità ho trovato un lavoro part-time il pomeriggio, ma il contratto dopo un anno è scaduto e mi sono ritrovata di nuovo a casa……dopo un anno e mezzo ho ritrovato un impiego part-time sempre il pomeriggio…..ma non si può fare in modo che le mamme lavorino soltanto la mattina quando i bimbi sono a scuola? Mia figlia ha sofferto molto il distacco quando ho iniziato questo nuovo lavoro e tuttora dopo 7 mesi mi fa capire quanto sta male il pomeriggio quando non ci sono. Se potessi lavorare la mattina quando è a scuola saremmo tutte e due più felici……così riusciamo a vederci un paio d’ore la sera quando torno e magari sono stanca e nervosa…..chi può aiutare noi mamme a promuovere una legge a nostro favore?

  3. vale scrive:

    io con la maternità il lavoro l’ho perso e da 4anni cerco qualcosa senza successo perchè il part time da queste parti è un miraggio, in piu dai28anni sono diventata”vecchia”per lavorareO_o

  4. rosi scrive:

    Io ho richiesto il part.time alla mia azienda e mi è stato negato. Le nostre aziende non vogliono aiutare la maternità ma anzi vogliono fare in modo che le mamme si licenzino. E non parlo di una piccola azienda che potrebbe anche avere dei problemi nel gestire tali situazioni. Parlo di una banca e quindi di un’azienda non in crisi, con utili alle stelle, ma dove purtroppo neanche i diritti dei lavoratori vengono rispettati, figuriamoci se sono almeno in parte interessati a sostenere la maternità. Finiremo con una società sempre peggiore, con famiglie disgregate, ragazzi lasciati crescere alla deriva, … mi spaventa molto pensare al futuro di mio figlio, della società in cui dovrà crescere, in cui dovrà formare lui stesso una famiglia …

    • stefania scrive:

      Salve, anche io lavoro in banca e prima di rientrare dopo molte insistenze ho ottenuto il part time e sono stata assegnata all’unica filiale disponibile.
      quello che mi amareggia è che i colleghi il direttore in primis fanno continue pressioni perchè io rinunci al part time e lasci la bimba che ha 17 mesi fino alle 17.00 all’asilo aziendale visto che è aperto anche la sera.
      prima hanno provato col personale a farmi trasferire non riusciendoci mi hanno detto che se voglio rimanere lì visto che mi fa comodo perchè sono vicina all’asilo devo acconsentire al full time altrimenti visto che il lavoro è aumentato si faranno mandare un’altra persona e a me chissà dove mi mandano..in tutta questa situazione i colleghi sono quelli che mi mettono più bastoni tra le ruote.è normale tutto ciò?altro che parità…

      • beatrice scrive:

        Il bello della mia situazione è che lavoro per il marito di una mia amica (anche lei lavora in questo ufficio) e anche questo non mi aiuta….quando ho iniziato è stata lei la prima a dirmi che avrebbe parlato con il marito per spostarmi alla mattina, dato che comprende cosa vuol dire avere i bambini piccoli…..ma pare se ne sia dimenticata, quindi dovrò essere io a fare il primo passo con lui e magari rischiare poi di compromettere i rapporti in caso di risposta negativa! Oltretutto, a settembre mia figlia andrà in prima elementare e non posso contare su grandi aiuti in famiglia (anche solo per i compiti, e non è poco…)…. Speriamo che qualcuno si accorga di noi!!

  5. Alessandra scrive:

    … nota dolente il part-time per me che lavoro in un centro commerciale. Prima di avere la mia bimba ero una referente di negozio full-time. 7/8 ore al giorno, alle volte 12, continuative e senza pausa (i negozi nei centri commerciali lavorano così, il nostro almeno). Ora da mamma stò godendo dei benifici sull’orario che regala l’allattamento ma a fine mese scadono e dovrò ritornare al full-time. Perchè una referente di negozio non può lavorare part-time. Non secondo la mia azienda… Sono stremata, l’unico “vantaggio” (tanto per metterla sul ridere) è che stò finalmente dimagrendo (dopo tutti i kili presi in gravidanza). Al sol pensiero di tante ore lontana da mia figlia per uno stipendio che garantisco.. non vale quanto l’impegno e il pensiero di tornare a casa dopo le 22 se faccio le chiusure… Vorrei licenziarmi. Ma non so davvero se farlo. Ho ancora le rate di un prestito da pagare e … con lo stipendio di mio marito… dura la vita! Un abbraccio alle mamme come me, nel mio stesso limbo

    • Paola scrive:

      …credimi che capisco quello che provi in questo momento…ci sono passata anch’io… solo tu troverai la risposta ai tuoi dubbi…io posso solo augurarti un in bocca al lupo e ricorda qualsiasi decisione prenderai …. sarà sicuramente quella giusta!!! 😉

  6. LO scrive:

    Ciao a tutte, scrivo, forse un pò egogentricamente per raccontarmi la mia esperienza. Fino a qualche mese fa ero una mamma sottooccupata ma part-time e felice con inoltre il grande desiderio di avere il secondo bimbo. Improvvisamente una grande opportunità: un lavoro gratificante e per il quale ho dedicato tutti gli anni di università ma stressante e senza possibilità di part time. Provo ma dopo qualche mese mollo, sono confusa, donna in carriera o mamma più presente? Ora sono tornata al mio vecchio lavoro rendondomi però conto quanto non non mi sia mai piaciuto. Mi rendo conto che non si può avere tutto, ma è meglio una mamma stanca ma gratificata professionalmente o onnipresente ma insoddisfatta? Grazie a chi mi vorrà dedicare un pò di attenzione.

  7. Paola scrive:

    Ciao Alessandra….dai su coraggio!!!! Io sono del parere che non bisogna buttarsi giù…ma cogliere l’occasione per godersi di più i figli e magari ritagliarsi più tempo per reinventarsi…magari con un lavoro tutto nostro svolto da casa….ci vuole solo un po’ di pazienza e tanta volontà!!!
    Un abbraccio e un grande in bocca al lupo!!!! 😉

  8. alessandra scrive:

    Ciao a tutte, anch’io a marzo, causa mancato rinnovo part-time, ho lasciato il mio lavoro per poter stare con i miei bimbi di 6 e 2 anni. Ogni medaglia al suo dritto e il suo rovescio e spesso mi chiedo come si possa rinunciare alla gioia di stare con i propri bimbi. A volte pero’ una parte di me si sente un po’ malinconica e arrabbiata perche’ si chiede ma “perche’ non e’ possibile conciliare le due cose?? Non e’ facile trovare un lavoro part-time! Chi ce l’ha, ha vinto un terno al lotto e se lo tenga ben stretto!
    Oggi e’ una giornata NO, il fatto di non essere sola in questa situazione un po’ mi consola, ma certo sarebbe bello chiedere al governo cosa fa per aiutare le mamme??

  9. Livia scrive:

    Molto belle le vostre testimonianze, Paola e Alessia. Come vedi, Federica, quella che tu ora percepisci come una sconfitta può essere vista come una vittoria, quella che per te è la fine della tua vita lavorativa altro non è che un nuovo inizio. Coraggio, vedrai – come dice Alessia – che il bicchiere mezzo vuoto è anche mezzo pieno, basta cambiare la prospettiva con cui lo si osserva.

  10. Alessia scrive:

    Ciao Federica, mi spiace molto leggerti così giù, però io credo che tu non debba vivere questa decisione come una sconfitta ma come un nuovo inizio, il fatto di licenziarti da una lavoro che non ti soddisfa e non è adeguato alle tue capacità ed aspirazioni non può essere una sconfitta, lasciando un lavoro dipendente non si diventa automaticamente delle fallite, si possono trovare nuovi spazi, più autonomia e più soddisfazione, probabilmente una nuova occupazione è dietro l’angolo che ti aspatte, magari te la dovrai creare, non sarà dipendente ma più calzata sulle esigenze tue e del tuo bimbo, cerca di vedere il bicchiere mezzo pieno 😉

    Un grande in bocca al lupo da chi ha lasciato la via vecchia per la nuova e ne è molto contenta 🙂

  11. Paola scrive:

    Ciao Federica…anch’io ho mollato il lavoro, che mi dava tante soddisfazioni miste a tanto stress, dopo l’arrivo della seconda. In cuor mio sapevo che non ce l’avrei fatta…senza l’aiuto di nessuno!!!
    Con il primo, ci siamo barcamenati qua e là…con l’aiuto di una babysitter e il lavoro a turni di mio marito…ma non ti nego che non è stato per niente facile. Così dopo l’arrivo della seconda ho preso la fatidica decisione, a malincuore, ma sentivo che era giusto così…per i bimbi, il marito ma soprattutto per me stessa!
    Ora sono una casalinga tutto fare…mi sono riscoperta a fare cose che prima non avrei mai immaginato potessi fare 😉
    Dunque non vivere questo momento come una sconfitta…è vero che le persone che si stanno attorno spesso vogliono vederci sempre super attive solo perchè siamo “mamme”, ma io dico sempre che principalmente siamo donne e come tali abbiamo anche i nostri limiti!!!
    Goditi appieno il tuo piccolo e magari…. prova a pensare alla possibilità di un fratellino 😉
    Ti abbraccio!!!!

  12. Federica scrive:

    Buon Giorno
    sono una mamma di 35 anni con un bambino di 4 anni, “sogno ” un part-time al momento lavoro 6h 30 min al giorno con orario spezzato, faccio ovviamente un alvoro al di sotto delle mie capacità professionali.Finisco alle 5, non riesco mai ad andare a prendere mio figlio all’asilo neè a portarlo al corso di nuoto.
    Per fortuna ho i nonni ma non possono fare tutto.
    Ho deciso che mollo non ce la faccio più troppo stress troppo casino, mi dispiace mi piange iol cuore ma non posso rovinarmi la salute. E per fortuna che vivoa a Belluno nel ricco nord-est.
    In questo momento ho le lacrime agli occhi per me è una sconfitta enorme.
    A quelle che riescono a resistere coraggio avete il mio supporto.
    Ciao a tutte

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