Da 23 febbraio 2012 0 commenti Leggi tutto →

Maternità e anoressia

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Maternità e anoressia

Una donna anoressica può diventare mamma? La riflessione parte dalla confessione shock di una ballerina della Scala di Milano, licenziata, pare, per aver denunciato odiosi casi di disturbi alimentari fra le sue colleghe. La vicenda è ancora da chiarire, ma forse è utile sapere qualcosa su maternità e anoressia.

Maternità e alimentazione

 

La ballerina in questione, Mariafrancesca Garritano, 33 anni, ha rivelato: 

«Sette ballerine su dieci non hanno più le mestruazioni per via delle diete punitive alle quali si sottopongono».

Questo rende loro molto difficile rimanere incinta, aggiunge poi. Per forza. Un’alimentazione carente provoca amenorrea, ovvero mancanza di ciclo mestruale: se una donna non ha mestruazioni, le ovaie non ovulano e questo rende molto difficile il rimanere incinta.

 

Meglio grasse che magre

 
A dispetto delle restrittive regole di bellezza imposte dall’indifferente mondo della moda, alcuni ricercatori dell’Advanced Fertility Center di Chicago lo scorso ottobre a Orlando, Florida, hanno presentato a un congresso dell’American Society for Reproductive Medicine i dati di una ricerca condotta su 2.500 donne. Il 50% di quelle con peso normale e il 45% di quelle sovrappeso avevano avuto bambini più facilmente di quelle magre, ferme al 34%. Questo significa che la magrezza eccessiva ostacola la maternità.

L’anoressia è pericolosa per il bambino

 
Se una donna in gravidanza non si alimenta correttamente e in modo adeguato alla sua condizione, che è quella di esclusiva fonte di nutrizione per il feto, il bimbo che porta in grembo ha molte più possibilità di crescita ritardata rispetto agli altri, oltre a numerose altre complicazioni, a livello respiratorio, per esempio. Anche il parto può essere più rischioso, per il bambino e per la mamma stessa, che è più soggetta ad aborti spontanei.
 

Anoressia e allattamento

 
Chi ci è già passata sa quanto sia faticosa e delicata la fase dell’allattamento. Pensate quanto deve diventare problematica se la mamma soffre di disturbi alimentari: da un punto di vista fisico, perché allattare richiede molta energia e dunque un’alimentazione sufficiente a fornirla, e da un punto di vista psicologico, dato che l’allattamento è nutrizione, proprio quello che un’anoressica rifiuta. Se qualcuna riesce, grazie alla maternità, a superare i suoi disturbi, altre addirittura decidono di non allattare proprio per non doversi alimentare a sufficienza.
 

Educazione alimentare dei figli

 
Ogni mamma trasmette al proprio figlio non solo tutto il suo amore, ma anche le proprie idee, che riversa nell’educazione che gli darà nel tempo. Questo vale anche per quel che concerne le sue idee alimentari: una donna che soffre di disturbi alimentari è portata a condizionare in modo negativo i suoi figli, imponendo loro diete restrittive e gestendo in modo sregolato i pasti.
 

Il miracolo della maternità

 
Quando si diventa mamma si tira fuori un’energia che molte non sapevano nemmeno di avere: per il proprio bambino si riescono a fare cose impensabili prima. Così succede, anche se non molto spesso, che la maternità guarisca la donna dai suoi disturbi. Purtroppo è più frequente che invece i disturbi ricompaiano dopo la gravidanza. Tuttavia uno studio norvegese del 2008, pubblicato sull’«International Journal of Eating Disorders», sostiene che la maternità protegge le donne dai disturbi alimentari, che calano drasticamente nelle mamme. Purché, però, la donna sia supportata da sistemi sanitari adeguati e non sia lasciata sola ad affrontare il bellissimo e difficilissimo compito di mamma.
 
(Fonte immagine: www.benesserevillage.it)

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