Da 16 febbraio 2010 0 commenti Leggi tutto →

Maternità: l’astensione obbligatoria

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La legge vieta di adibire la donna in gravidanza al lavoro per un periodo complessivo di cinque mesi, che di norma intercorre fra i due mesi precedenti la presunta data del parto e i tre mesi a esso successivi; è tuttavia prevista per la lavoratrice la facoltà di astenersi per un periodo intercorrente fra il mese precedente la data presunta del parto e i quattro mesi successivi, previa attestazione medica che tale scelta non arrechi pregiudizio alla salute della gestante e del nascituro.

Nel caso poi di parto prematuro, i giorni non goduti di astensione obbligatoria prima del parto vengono aggiunti al periodo di astensione obbligatoria successivo al parto, così da fruire, complessivamente, del periodo di cinque mesi. La donna ha inoltre diritto a:
– prolungare oltre i due mesi l’astensione “pre-parto” quando questo si verifica dopo la data presunta, cioè quella indicata dal medico sul certificato di gravidanza;
– anticipare a tre mesi l’astensione “pre-parto” quando è adibita a un lavoro particolarmente gravoso o dannoso rispetto al suo stato di avanzata gravidanza. Questi tipi di lavoro sono fissati dal Ministero del Lavoro con appositi decreti, previa consultazione delle organizzazioni sindacali.

Anche le madri adottive e affidatarie in preadozione possono avvalersi dall’astensione obbligatoria durante i tre mesi successivi all’effettivo ingresso del bambino nella famiglia affidataria se il bambino, al momento dell’adozione o dell’affidamento, non ha ancora compiuto i sei anni.

E’ importante ricordare che la lavoratrice deve presentare un certificato medico con l’indicazione della data presunta del parto prima dell’inizio dell’astensione obbligatoria sia al datore di lavoro che all’Istituto che eroga l’indennità di maternità (INPS). Il certificato medico è valido comunque al di là di ogni possibile errore di previsione di data e può essere richiesto:
– agli ufficiali sanitari;
– al proprio medico di famiglia oppure al ginecologo della A.S.L. o del consultorio pubblico o privato autorizzato. Se invece il certificato medico è stato rilasciato da un medico privato, tanto il datore di lavoro che l’A.S.L. hanno la facoltà di chiederne la regolarizzazione.

Il perdio dell’astensione obbligatoria è prolungabile nei seguenti casi:
– quando la lavoratrice ha una gravidanza con gravi complicazioni;
quando è affetta da una malattia che la gestazione potrebbe rendere più grave;
– quando le condizioni o l’ambiente di lavoro sono considerati dannosi per la salute della madre e del bambino.

In questi casi la lavoratrice stessa che, dopo essersi rivolta al proprio medico curante che le rilascerà la relativa certificazione medica, deve indirizzare all’Ispettorato Provinciale del Lavoro la richiesta documentata dal certificato medico. L’ispettorato, dopo i necessari accertamenti, può disporre a favore della lavoratrice l’esonero dal lavoro, eventualmente anche fino al momento dell’astenzione obbligatoria.

Immagini:
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bbc.co.uk
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