Da 29 giugno 2010 0 commenti Leggi tutto →

Menopausa: un test svela quando finisce la fertilità

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Inutile negarlo! Almeno una volta nella la vita ogni donna se lo chiede: “Fino a quando potrò avere un figlio?”. Per gli scienziati dell’Università di Scienze mediche di Teheran la risposta potrà arrivare da un test che misura la concentrazione dell’Amh, l’ormone prodotto dalle cellule delle ovaie. È una scoperta che s’annuncia rivoluzionaria in questo modo le donne potranno riuscire a pianificare il momento di farsi una famiglia.

L’esame del sangue per predire l’arrivo della menopausa è stato realizzato su 266 donne tra i 20 e i 49 anni. Cominciato nel 1998, lo studio è guidato dalla ricercatrice Fahimeh Ramezani Tehrani che sottolinea “L’obiettivo dell’indagine è arrivare a una valutazione più realistica della capacità riproduttiva. Per il momento il modello statistico elaborato sui livelli di Amh appare sufficientemente valido per guidare i medici nell’attività quotidiana e aiutare le donne nella pianificazione familiare”.

Tutto è legato alla concentrazione nel sangue dell’ormone antimulleriano che controlla lo sviluppo dei follicoli nelle ovaie: livelli elevati di Amh (superiori, per esempio, a 3,8 nanogrammi per millilitro a 25 anni) indicano l’arrivo della menopausa dopo i 50 anni; concentrazioni inferiori (come 2,4 nanogrammi per millilitro) fanno, invece, propendere per una fine anticipata della fertilità (intorno ai 30 anni). Confessa, però, la stessa Tehrani: “I risultati della ricerca dovranno essere, comunque, corroborati da studi più ampi. La comunità scientifica internazionale adesso dovrà validare la scoperta”.

Assicura, però, la scienziata iraniana: “I risultati ottenuti indicano che l’ormone Amh è in grado di descrivere lo stato riproduttivo di una donna in modo più realistico dell’età anagrafica in sé. Certo, ai fini di avvalorare con precisione la concentrazione di Amh nel siero per prevedere la menopausa nelle donne giovani, è necessario condurre studi più ampi su ragazze di vent’anni, seguendole nel corso del tempo con esami del sangue e visite mediche”.

Insomma, non sembrano ancora del tutto superati i tempi in cui l’orologio biologico perseguita le donne con allucinazioni per ricordarci che è meglio sbrigarsi a fare un figlio, ma riuscire a predire la durata della fertilità sarà per molte donne una scoperta meravigliosa.

Voi cosa ne pensate? Vi siete mai poste il problema dell’orologio biologico?

Fonte: corriere.it

Immagini:
giorgiobertin.wordpress.com
freakingnews.com
thefrisky.com

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