Da 11 aprile 2009 20 Commenti Leggi tutto →

Ministro Carfagna: Asili a domicilio, entro due mesi il bando per finanziarli

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Il Ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna, intervenuta in questi giorni a Roma all’incontro della Rete nazionale delle Consigliere e dei Consiglieri di Parità, insieme ai Ministri Sacconi e Brunetta, ha annunciato una “legge quadro sulla conciliazione nel lavoro femminile” pronta entro due mesi  che sarà collegata ad un bando del Ministero per finanziare i progetti dei cosiddetti “asili a domicilio” per offrire maggiori servizi alle donne che lavorano, il Ministro Carfagna ha dichiarato: “Famiglia e figli non possono essere un ostacolo all’ ingresso delle donne nel lavoro e alla carriera. Servono più servizi, finora si è speso troppo poco per questo”.

Gli “asili a domicilio” sono un’opportunità di lavoro anche per le mamme che desiderano rimanere a casa con i loro bambini visto che il bando finanzierà progetti per la formazione di ‘tagesmutter, una parola tedesca che significa “mamma di giorno”, un servizio molto diffuso nel nord Europa e che comincia a prendere piede anche in Italia.

La tagesmutter è una persona, quasi sempre una mamma, che ha conseguito una adeguata formazione e che offre educazione e cura a bambini di altre mamme presso il proprio domicilio, i bambini possono essere al massimo cinque, nella fascia di età da 0 a 3 anni.

Questo tipo di servizi, secondo le intenzioni del Ministero, dovrebbe aiutare le donne tra i 30 e 40 anni a conciliare famiglia e lavoro ed io sono assolutamente d’accordo visto che la carenza di asili nido e scuole materne nel nostro paese è cronica e molto grave, sicuramente non è una misura sufficiente per avvicinarci ad altri stati in cui la famiglia e la donna lavoratrice vengono supportate nel modo giusto, ma almeno facciamo piccoli passettini avanti invece che indietro.

Perché non apriamo un dibattito qui nei commenti, una sorta di brainstorming virtuale, per suggerire al Ministro Carfagna di cosa hanno bisogno le mamme-lavoratrici italiane? Fatevi sentire…

20 Comments on "Ministro Carfagna: Asili a domicilio, entro due mesi il bando per finanziarli"

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  1. elena scrive:

    Nel mio comune presto a settembre finalmente inizierà il corso per tagesmutter.Le tagesmutter saranno appoggiate da una associazione..ma io mi chiedo le tagesmutter vengono pagate direttamente dalle famiglia o dall’associazione?

    • Livia scrive:

      In genere si diventa soci di una cooperativa che si occupa di reperire le famiglie interessate e metterle in contatto con una tagesmutter, gestisce tutta la parte amministrativa e burocratica, coordina le diverse tages, stipula le polizze assicurative, verifica che nelle case tutto sia a norma e non ci siano pericoli per i bambini.

      • Livia scrive:

        Quindi, per i pagamenti la tagesmutter comunica il monte ore mensile per ogni bambino alla cooperativa, che fattura alle famiglie, incassa e dà gli stipendi alle tages.

  2. Maria Cristina Pieroni scrive:

    sono una 50enne mamma di due ragazzi sini disoccupata e a me piacerebbe questo tipo di lavoro , anche perchè mi piacciono molto i bambini, ma a chi mi devo rivolgere per questa iniziativa? Vivo a Macerata.

  3. gisela scrive:

    ciao alessia volevo dirti che mi sono gia rivolto a loro hanno detto pero in concretezza niente lo sai perche ? perche sono extracomunitaria, pero non mi arrendo la mia voglia di lavorare e grande!!!!!!!!

  4. Alessia scrive:

    ciao rosi, ho scritto recentemente un articolo proprio su questo, lo trovi qui: http://www.blogmamma.it/2009/11/24/mamme-e-lavoro-imprenditrici-aprendo-un-nido-famiglia/

  5. rosa maria scrive:

    ciao sono rosi,vorrei farti una domanda: che tipo di autorizzazioni occorrono per mettere su’ un nido famiglia e chi bisogna rivolgersi per eventuali autorizzazioni ?ti ringrazio anticipatamente così mi chiarisco le idee.

  6. Alessia scrive:

    Ciao gisela, sicuramente anche a Lecco ci sono problemi di pochi posti nei nidi comunali quindi rivolgiti al Comune, credo saranno felici di collaborare, non ti fidare di quello che ti dicono i conoscenti, ma rivolgiti direttamente ai responsabili dei servizi.
    In bocca al lupo e facci sapere come va 🙂

  7. gisela scrive:

    ciao a tutte le mamme imprenditrice !!!!!!!!!!!!
    ho aperto un nido famiglia, pero da parte del comune non ho nessun
    aiuto, sono di lecco, e attualmente sto facendo un corso de tata familiare e sono contentissima
    pero vorrei poter lavorare insieme al comune cosa che mi sembra un po difficile già che loro lavorano con le cooperative e loro devono tenere la sua lista di attesa per garantire il suo lavoro cosa ne dite ???????????? ah quello lo a detto una educatrice .

  8. viviana scrive:

    mi sono accorta che nella foga di scrivere non ho specificato : sto parlando del progetto sperimentale della regione veneto per la formazione di collaboratrici educative specifico per i nidi in famiglia.

  9. viviana scrive:

    io il corso l’ho fatto è molto bello e interessante e sarei già pronta ad accogliere i bimbi ma non c’è nessun aiuto nè dai comuni nè dalle istituzioni intanto dovrebbe essere detassato perchè il guadagno è minimo ed è a mio avviso un attività socialmente utile e poi le famiglie dovrebbero essere incentivate esiste un buono famiglia che eroga la regione veneto a patto però che ci siano tre bambini che frequentino contenporaneamente e per un minimo di 100 ore mensili che non è affatto semplice specialmente all’inizio dell’attività

  10. Gloria scrive:

    Grazie Livia, credo allora di aver fatto un po’ di confusione tra tagesmutter e micronidi famigliari. Quando ho mandato mio figlio in un micronido (ricordo che abito a Torino) era condizione obbligatoria che fosse gestito da una mamma con figlio inferiore a 3 anni e solo dopo aver frequentato un corso di formazione presso una cooperativa sociale che aveva vinto il bando di concorso col comune. Mi sa che in cinque anni le cose sono un po’ cambiate!

  11. Livia scrive:

    Solo una correzione al commento Gloria: per fare la Tagesmutter non occorre essere mamma di un bambino piccolo, non occorre neppure essere mamma, a dire il vero! Occorre avere frequentato un corso organizzato da una cooperativa di tages. Si lavora però in casa propria, tranne che in Trentino, dove ci sono anche tages extradomiciliari.

  12. Alessia scrive:

    Grazie Gloria, io non avrei proprio saputo come rispondere, però Jacqueline non lasciare andare questa idea, a me sembra ottima 🙂

  13. Gloria scrive:

    Ciao Jacqueline, il tuo caso esula un po’ dal principio del tagesmutter ed entra in quello del nido vero e proprio. A prescindere dal locale (comunale o meno) questo tipo d’iniziativa rientra nelle norme che coinvolgono tutte le strutture come sicurezza, personale qualificato, controllo del servizio d’igiene, ecc. Di sicuro in comune ti sapranno dare più informazioni, ma la strada è quella.
    Inoltre se almeno uno dei tuoi figli non è al di sotto dei 3 anni, non puoi neanche pensare di iniziare un tagesmutter, ma puoi solo offrire un servizio di babysitter, magari coordinato col comune visto che gli spazi sono suoi.
    La tua iniziativa è meravigliosa e mi auguro che tu riesca a portarla avanti.

  14. jacqueline scrive:

    sono una mamma di 3 figli,ed ero interessata di offrire un servizio ,per le mamme che lavorano e non sanno dove lasciare il loro bambino dopo la scuola.la mia domanda era,se io riuscissi a trovare un locale comunale e fossi in accordo con il sindaco,dovrei seguire dei corsi per offrire questo servizio?sono di barzago in provincia di lecco.

  15. Alessia scrive:

    Ma perchè no Annalisa? Vai subito in comune a chiedere e un grandissimo in bocca al lupo! 🙂

  16. Annalisa scrive:

    Sarebbe molto bello se ci fosse un incentivo. Io ho una casa molto grande con un bel giardino e villa comunale adiacente. Avrei tutte le possibilità ma che dite riuscirebbe in un piccolo paese della prov. di Avellino?

  17. Livia scrive:

    I corsi si tengono già da tempo in alcune città. Dovresti sentire una delle cooperative di Tagesmutter presenti in Italia. Tu in che regione sei?

  18. Patrizia scrive:

    Essenziale direi incentivare questo settore. Quando lavoravo ed i miei bambini erano piccolissimi era un numero poterli gestire. Sono una pedagogista che ha lasciato l’universo educativo per svolgere un altro tipo di lavoro dal quale appena licenziata. Adesso mi piacerebbe impegnare le mie competenze e perchè no, avendo oltrepassato da tempo gli anta, fare da tagesmutter. Speriamo in questo bando.

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