Da 27 luglio 2010 0 commenti Leggi tutto →

Monitoraggio durante il travaglio: cos’è e a cosa serve?

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Molti ospedali adottano una politica di monitoraggio fin dal primo momento, per determinare a che stadio del travaglio sei, per controllare le condizioni di salute del bambino e lo svolgimento del processo di nascita. Un apposito monitor misura i battiti cardiaci fetali mostrando l’andamento dell’intensità e della frequenza delle contrazioni.

L’ostetrica ti applica sulla pancia, con delle cinte elastiche, due trasduttori esterni. Un primo sensore tiene sotto controllo le tue contrazioni, un secondo misura la frequenza cardiaca del bambino. In caso di parto attivo o parto in acqua c’è la possibilità di utilizzare un apparecchio resistente all’acqua che potrai tenere in mano e con il quale ascoltare il battito cardiaco del bambino.

Il nuovissimo sistema di monitoraggio chiamato telemetria utilizza un monitor di nuova generazione. Viene applicato sulla coscia in modo da permetterti di essere libera di muoverti ed usa delle onde radio per controllare il battito. Se i risultati sono rassicuranti, il monitoraggio può essere sospeso per un breve periodo. Se il travaglio decorre fisiologicamente, in alternativa, il benessere fetale potrà essere monitorato attraverso l’uso dello stetoscopio ostetrico. Nel momento in cui entri nel secondo stadio del travaglio, l’ostetrica controllerà il bambino dopo ogni contrazione per evitare che si possano verificare complicanze.

Ma come funziona?

Durante una contrazione, il flusso sanguigno della placenta diminuisce per qualche secondo e con esso anche la frequenza cardiaca del bambino. Alcuni bambini reagiscono bene a tali sbalzi, mentre ad altri risulta difficile riportare il battito cardiaco ai normali parametri. Il monitoraggio ti assicura un pronto intervento in caso di sofferenza fetale.

E’ una condizione di tensione per molte donne, ma può salvare la vita in presenza di complicazioni. In casi di gravidanze altamente a rischio, verrà effettuato per la tua sicurezza e quella del tuo bambino. Esistono altre situazioni in cui un monitoraggio continuo può essere necessario, come nel caso di emorragie vaginali, parto indotto, parto gemellare, parto prematuro o parto con l’epidurale.

Ad alcune donne non piace l’idea di essere monitorate, dal momento che l’attrezzatura impiegata potrebbe imporre al travaglio un clima teso. Ma per il fatto che impiegando tali procedure anche il più piccolo cambiamento può essere individuato, anche il personale medico è più portato ad intervenire piuttosto che a lasciare che il travaglio segua il suo naturale corso.

Alcuni ospedali optano per una politica di monitoraggio continuo. Nel caso, quindi, tu non abbia alternative, richiedi un monitor portatile o la possibilità di una telemetria; è possibile l’impiego di cavi abbastanza lunghi da permetterti di muoverti liberamente. Informati sulla politica seguita dall’ospedale che hai scelto e ricordati, tuttavia, che il monitoraggio ti assicura un controllo continuo delle condizioni mediche tue e del tuo bambino.

Voi siete state sotto monitoraggio continuo durante il travaglio? Io sì! Un po’ scomodo perché comunque non mi permetteva libertà di movimento, ma devo dire che sentire continuamente il battito del suo cuore mi dava la forza di resistere! Quella spinta in più che solo un bambino può dare alla propria mamma 😉

Immagini:
images.com by Phototake Illustration
pediatrix.com
babble.com

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