Da 13 ottobre 2009 4 Commenti Leggi tutto →

Nanna bambini: consigli per educarli a dormire

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Il modo in cui i genitori e, in particolare, la mamma, considerano il sonno del bambino e la loro capacità di educare il piccolo a dormire bene giocano un ruolo importante sulla comparsa o meno dei più comuni problemi del sonno. Ma su una nanna tranquilla influisce anche la non conoscenza, da parte dei genitori, delle regole a cui attenersi per assicurare notti serene e riposanti al bambino e a se stessi.

Dunque ecco i consigli per insegnare ai nostri bambini a dormire bene:
far comprendere al bambino che esistono il giorno e la notte insegnandogli che le ore di luce sono destinate al gioco e le altre attività, mentre le ore di buio sono destinate al riposo. Per trasmettergli questa informazione di vitale importanza è essenziale, innanzi tutto, stimolarlo maggiormente di giorno e fare, viceversa, quanto è possibile, affinchè non si ecciti di sera. E’ consigliabile anche, mentre il bambino riposa di giorno, continuare tutte le attività della casa, senza troppo preoccuparsi di fare rumore, e non eliminare mai completamente la luce naturale anche nella stanza in cui il piccolo dorme. Di sera, invece, è bene parlare a voce più bassa e non farlo giocare troppo. In modo che comprenda che la sera è fatta per il silenzio e per la tranquillità e dunque…per dormire.
porre il piccolo nella culla o nel lettino dopo i ruttino che segue la poppata, meglio se non ancora completamente addormentato. E’ utile che cominci precocemente ad associare il contatto con il lettino al dormire. Per lui svegliarsi ritrovandosi nel suo lettino (cioè il luogo in cui si è addormentato) lo aiuta ad acquisire sicurezza. Può invece essere destabilizzante per lui svegliarsi di notte e trovarsi nel suo letto, quando magari si era addormentato in braccio alla mamma o sul divano del soggiorno;
l’intervallo tra una poppata e l’altra non deve essere mai inferiore alle due ore, anche se si è scelto di allattarlo a richiesta. E’ stato osservato, infatti, che i risvegli notturni sono più frequenti se il bambino durante il giorno viene attaccato al seno con esagerata frequenza. L’ideale è che, durante il giorno, tra una poppata e l’altra, trascorrano almeno due ore e mezzo, meglio tre;
il pasto notturno deve essere breve evitando tutte quelle azioni che potrebbero produrre sul piccolo un effetto eccitante. No, dunque, alle risate, alle canzoncine, alle passeggiate per la casa. E’ bene parlare a voce bassa ed evitare di accendere troppe luci. Una lampada da comodino è più che sufficiente per la poppata della notte;
accorrere se il bambino scoppia a piangere durante la notte in quanto potrebbe avere fame, sentire troppo caldo o troppo freddo, oppure potrebbe essere infastidito da un ruttino che non riesce ad uscire o, ancora, dal pannolino sporco. Non c’è mamma la mondo che non impari presto a capire di che cosa si tratta, anche solamente andando per esclusione. Dunque è bene non porgergli per prima cosa il latte o un biberon con acqua o camomilla ma capire prima quale sia la sua necessità perché riuscire a dargli l’aiuto che si aspetta significa trasmettergli quella sicurezza che costituirà un’ottima base per nanne tranquille nei mesi avvenire.

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4 Comments on "Nanna bambini: consigli per educarli a dormire"

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  1. Salve ho letto con attenzione questo suo articolo e purtroppo devo rilevare le solite inesattezze circa sonno e allattamento. La invito ad informarsi meglio sui temi in questione, le mamme che leggono il suo blog gliene saranno grate!
    Nel mio libro “E se poi prende il vizio?” edito da Il Leone Verde ci sono due capitoli appositi e una ricca fonte bibliografica a cui potrà riferirsi.

  2. paola scrive:

    C’è una cosa, tra le altre, che mi stupisce, cioè ‘affermazione: “l’intervallo tra una poppata e l’altra non deve essere mai inferiore alle due ore, anche se si è scelto di allattarlo a richiesta”… NOn capisco che allattamento ” a richiesta” sia se è invece regolato dall’esterno… A parte tutte le evidenze scientifiche che dimostrano come il latte materno sia rapidamente digeribile (dai 20 ai 90 minuti), e di come allattare non sia semplicemente offrire un pasto al bambino, questa delle “richiesta con limiti” mi sembra proprio una cosa buffa…

  3. Chiara scrive:

    Cara Paola che scrivi certe cose, non so chi tu sia, di sicuro qualsiasi sia il tuo eventuale titolo accademico, la cosa che ti manca è un po’ di informazione corretta che potresti trovare ad esempio con i corsi di aggiornamento tenuti dall’AICPAM, dove impaeresti qualcosa degli argomenti che tratti con tanta ingenua sicurezza. Non basta scrivere con il tono di uno “che sa le cose” per farle diventare vere… Questo articolo è infarcito di sciocchezze…tante da non poterle discutere in questa sede una per una (ma si può fare, se proprio desideri) dubito anche che tu non solo non sia una innocente mamma che ha subito una certa propaganda, ma un uomo che lavora per qualcun altro…. non certo a favore di mamme e bambini sbaglio?

  4. Rachele scrive:

    – l’intervallo tra una poppata e l’altra non deve essere mai inferiore alle due ore, anche se si è scelto di allattarlo a richiesta. E’ stato osservato, infatti, che i risvegli notturni sono più frequenti se il bambino durante il giorno viene attaccato al seno con esagerata frequenza. L’ideale è che, durante il giorno, tra una poppata e l’altra, trascorrano almeno due ore e mezzo, meglio tre;
    – il pasto notturno deve essere breve evitando tutte quelle azioni che potrebbero produrre sul piccolo un effetto eccitante. No, dunque, alle risate, alle canzoncine, alle passeggiate per la casa. E’ bene parlare a voce bassa ed evitare di accendere troppe luci. Una lampada da comodino è più che sufficiente per la poppata della notte;

    anche per tali consigli desidrerei sapere la bibliografia degli studi sicuramente studiati per scrivere questo articolo e in particolare queste frasi estrapolate.

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