Nanna, neonati e domande da NON fare ad una neomamma

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“Vi svelo una cosa. I neonati che si svegliano di notte si chiamano bimbi normali”.

Rubo la frase di una bravissima ostetrica aggiungendo questa piccola chiosa: “e non sono meno “bravi” degli altri!”.

Domande da NON fare ad una neomamma

Quante di noi, durante i primi mesi di mammitudine, non si sono sentite chiedere: è bravo, ti lascia dormire la notte?

Per me era un continuo! E se penso a quante volte l’ho chiesto io – nella mia “vita prima di Clara” – prenderei volentieri a schiaffi la me stessa di allora, se potessi.

Ci vuole tanta tanta pazienza e fermezza e spirito di sopportazione (già abbondantemente a dura prova, se sei una neomamma) per restare calma. Soprattutto se hai trascorso metà notte ad allattare la piccola e l’altra metà a contorcerti nell’inutile tentativo di scongiurarne il risveglio non appena l’avrai poggiata sulla culla… E poi, no, trascorrere abitualmente  notti “trafficate”, restare esclusa per lunghi periodi dagli innumerevoli benefici (per l’aspetto fisico e per la salute mentale) di un sonno ininterrotto non fa certo bene all’umore.

Ecco perché consiglio caldamente di astenersi dal fare simili domande ad una neomamma…

I risvegli notturni sono normali

Comunque, una volta compreso e accettato che i risvegli notturni sono normali, sarà tutto più semplice.

Almeno, quando sentirai raccontare di bambini che si addormentano da soli (o al massimo con l’orsetto preferito) nel giro di 5 minuti e dormono 8 ore filate, nel loro lettino, nella loro camera… tu, che hai provato tutti i rituali della nanna a tutte le ore, che conosci a memoria il repertorio delle ninne nanne di tutte le culture e ne hai anche inventata una e il tutto senza risultati apprezzabili… non ti sentirai la sfigata di turno.

Benedetto sia il co-sleeeping

Devo proprio dirlo: il co-sleeping mi ha salvato.

Quando aveva pochi mesi, mia figlia si addormentava solo e soltanto attaccandosi al seno. Così, ad un certo punto, mi sono fatta furba praticando regolarmente quella che per me è stata una vera e propria mossa salvavita: l’allattamento da sdraiata. Ecco, quella sì che è stata la svolta!

E’ così che è cominciato il lungo periodo della semi-autogestione. Poppava, si addormentava tranquilla e, quando tornava ad aver fame, sete o bisogno di coccole, tutto quello che le serviva era a pochi centimetri da lei.

Prima (o poi) i risvegli notturni si riducono

Ad ogni modo, tranquille, prima o poi la situazione migliora. Pare che i risvegli notturni siano destinati a sparire entro il terzo anno di età!

Nel mio caso: si sono progressivamente ridotti e adesso, a 27 (!!!) mesi, certe notti capita addirittura che non si svegli nemmeno una volta! Avvenimento raro come un’eclissi, ma comunque succede. E la cosa mi fa ben sperare.

P.S. Ho appena letto che il risveglio è fisiologico anche dopo i 3 anni (se il bambino entro 20 minuti si riaddormenta). Buono a sapersi…

P.P.S. Consiglio a tutte le neomamme la lettura di un libro illuminante di Carlos Gonzales, Besame mucho. Leggendolo troverete tanti argomenti per zittire chi si vanta di avere dei bravi bambini. Quanto vorrei averlo letto prima…

In collaborazione con Mellin Fidati del cuore

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