Navigare sicuri e nella legalità: questione di educazione

ADV

navigare sicuri e la legalità su internet

 

Mercoledì scorso si è conclusa la tappa torinese del progetto Navigare Sicuri di Telecom con un frizzante incontro plenario.  Il tema di questa tappa era molto spinoso, la legalità. Fino a che punto i ragazzini sanno che scaricare musica da internet senza pagare è un’azione illegale? Sono  in grado di capire le conseguenze di questo gesto che potrebbe apparire loro insignificante? E’ quello che si è chiesta una delle ospiti dell’incontro, la vulcanica Mara Maionchi. Da esperta del settore, la Maionchi ha domandato ai ragazzini presenti se erano a conoscenza dei danni che provoca il download pirata: l’industria discografica fatica a sopravvivere e soprattutto a coltivare nuovi talenti perchè non ha più soldi.

Lo scaricare da Internet la musica senza fornire un compenso non porta vantaggi a chi lavora in campo musicale. Eseguire il download di un brano senza pagarlo equivale a rubare. Lo sanno i nostri figli? La Maionchi, con la sua nota franchezza, ha rivolto la domanda ai ragazzi, che hanno dimostrato di essere consci di non compiere un atto legale e di non farsi troppi scrupoli.

Rispondendo alla strigliata della Maionchi (vi consiglio di andare a rivedere il video dell’incontro sul sito di Navigare Sicuri), una ragazzina ha affermato che scaricare da Internet è l’unico modo di sentire musica per chi non può permettersi di spendere. Ai miei tempi, e non sono una cariatide, chi era squattrinato aveva come unico mezzo per ascoltare la musica la radio

Colpisce non tanto l’ignoranza dei ragazzini sull’argomento internet e legalità, quanto il fatto che essi ritengano giustificabile scaricare illegalmente perchè un cd, un dvd, un download legale costano troppo.

La Maionchi ha risposto alla ragazzina spingendola ad immedesimarsi: andresti in un negozio di abbigliamento e diresti alla proprietaria che perchè ti piace, ma non hai i soldi, ti porti via comunque un maglione?  Scaricare illegalmente equivale a rubare. Dobbiamo mettercelo in testa prima di tutto noi e poi educare i nostri figli a questo. Non solo poichè la regola dice che si fa così, ma perchè il furto che si commette ha delle serie conseguenze.

Ecco un altro spunto. I ragazzi di oggi secondo me non hanno coscienza delle conseguenze delle loro azioni. Che un download pirata contribuisca al licenziamento di un dipendente della casa discografica potrebbe sembrare un’esagerazione o una forzatura.

E invece non è così. Noi genitori abbiamo una grande responsabilità nei confronti dei nostri figli e della società: educarli alla legalità. Come? Non tanto attraverso coercizioni, quanto con il proprio esempio da una parte e il dialogo dall’altra.

Spronare i ragazzi a capire che attraverso la legalità si costruisce una società migliore. E questo parte dalle piccole cose: da un download fatto attraverso i siti legali, dal biglietto del tram pagato anche se sono poche le fermate. Perchè è giusto pagare per qualcosa che si riceve e che si utilizza.

La Maionchi ai ragazzi ha domandato  se si sono mai chiesti come fanno a campare i dipendenti delle case discografiche. Educhiamo i nostri ragazzi a non pensare che tutto sia dovuto e che si possa avere la libertà di fare tutto ciò che si vuole, su internet come nella vita.

Voi cosa ne pensate?

 

 

Fonte:

sync-blog.com

navigaresicuri.telecomitalia.it

Scrivi un commento