Da 19 gennaio 2010 0 commenti Leggi tutto →

Neonati: quando serve l’incubatrice?

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L’incubatrice è una culla termostatica utilizzata per i neonati che necessitano di cure speciali. Ha lo scopo di favorire il progressivo adattamento del piccolo alla vita fuori dal pancione e per questo è caratterizzata da condizioni di temperatura, ossigenazione e umidità ideali e costanti.

Rappresenta l’attrezzatura di riferimento dei reparti di neonatologia presenti negli ospedali dedicati a salvaguardare salute e sviluppo dei bambini che alla nascita presentano dei problemi. L’incubatrice si compone di parti diverse:
– il piano d’appoggio rivestito di un morbido materassino che può essere inclinato dalla parte sia dei piedi sia della testa;
– una calotta in plexiglass che ha la funzione di isolare il piccolo dall’ambiente esterno. Di solito, è dotata di un coperchio nella sua parte superiore e, sui fianchi, di oblò muniti di manicotti in cui potere inserire le mani per visitare il bambino o comunque interagire con lui;
– un carrello che sostiene la struttura allo scopo di poter trasferire l’incubatrice senza dover tirar fuori il piccolo;
dispositivi di controllo che consentono di monitorare le condizioni del neonato, modificando se necessario il livello di temperatura e di umidità;
filtri purificatori che limitano il più possibile l’inquinamento dell’ambiente interno alla termoculla;
regolatori di flusso per dosare l’eventuale erogazione di ossigeno.

In particolare, l’incubatrice viene usata per i neonati “sottopeso”, quelli cioè che alla nascita pesano meno di 2,5 chilogrammi. Questa condizione può dipendere dalla nascita “prematura” del bambino (che avviene cioè prima della 36 settimane di gestazione), oppure semplicemente dal fatto che il bambino risulta piccolo rispetto alla sua età gestazionale.

In entrambi i casi non può essere trasferito alla nursery, né tanto meno potato a casa, fino a che non ha raggiunto un peso adeguato, fissato appunto in 2,5 chilogrammi. Nell’attesa che ciò avvenga il piccolo viene ospitato nell’incubatrice che gli garantisce, le condizioni ideali per favorire tale sviluppo.

Il problema principale dei piccoli nati sottopeso è quello della termoregolazione, ovvero del mantenimento di una temperatura corporea adeguata alle loto esigenze. Infatti, i piccoli, faticano più degli altri a conservare il calore e presentano di frequente problemi di ipotermia (diminuzione della temperatura corporea).

I fattori all’origine di questa difficoltà sono due:
la maggiore termo dispersione, in quanto avendo una superficie corporea superiore alla massa, questi bambini tendono a disperdere calore più facilmente;
la scarsa quantità di adipe in quanto la presenza di grasso risulta fondamentale per la produzione e conservazione di un’adeguata temperatura corporea e i neonati sottopeso non ne hanno a sufficienza.

Ma la necessità di trascorrere qualche tempo nell’incubatrice impedisce al bambino e alla sua mamma di stabilire un immediato contatto fisico che rappresenta, soprattutto durante l’allattamento, un’esperienza fondamentale per favorire l’attaccamento di mamma e bambino.

Ecco perché, anche nel caso il piccolo debba essere ospitato per un po’ nell’incubatrice, è molto importante che la neomamma interagisca il più possibile con lui. Molti studi hanno, infatti, evidenziato come le attenzioni e le cure materne possano influire positivamente sui tempi di recupero del piccolo.

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