Neonati sottopeso in aumento anche in Italia

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Il 6,7% dei nascituri in Italia pesa meno di 2.500 grammi, mentre nel resto dei Paesi industrializzati il dato si attesta al 6,8%. E’ l’allarme lanciato dall’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), secondo il quale dal 1980 a oggi sarebbe aumentato il numero dei bambini nati sottopeso. Le cause? Molteplici, prime fra tutte l’innalzamento dell’età delle mamme di oggi e le terapie di fecondazione artificiale.

Una maternità tardiva, infatti, determina maggiori rischi per il bambino di nascere con un basso peso: tra i 20 e i 34 anni il rischio è dell’8,8%, ma oltre i 35 anni il pericolo sale al 10,3%. E oggigiorno le madri ultratrentacinquenni rappresentano una buona fetta del totale.

Un altro fattore importante è anche l’aumento delle nascite pre-termine, comprese tra le 34 e le 37 settimane di gestazione, il quale a sua volta è dovuto spesso a gravidanze plurigemellari determinate da interventi di fecondazione assistita, in cui più ovuli sono impiantati nell’utero materno per aumentare la probabilità che almeno uno di essi si sviluppi.

I neonati nati pre-termine o con un peso sotto i 2 chili e mezzo possono andare incontro a complicazioni di vario genere, come problemi respiratori, intolleranze nutrizionali, ipoglicemia, instabilità della temperatura corporea, quando addirittura non alla morte.

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