Ecco cosa può ​accadere​ durante un pomeriggio trascorso a preparare cake pops di biscotti insieme a 2 bambine.
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Da 13 febbraio 2010 0 commenti Leggi tutto →

Non riesco a rimanere incinta: cosa faccio?

Desiderare un figlio e non riuscire a rimanere incinta è un’esperienza che capita, purtroppo, a molte donne. La statistica dice che dopo un anno di rapporti regolari non protetti da pratiche anticoncezionali, la maggior parte delle donne non raggiunge la gravidanza.

Dopo quel termine di tempo, quindi, è corretto sospettare della propria fertilità. Preoccuparsi prima è inutile, ma è altrettanto inutile aspettare oltre i 18 mesi, anche se ci si sente sani e si ha una normale vita sessuale.

Un caso particolare è quello della donna che ha superato i 35 anni: se c’è anche un minimo sospetto che uno dei due partner abbia qualche problema di fertilità, è meglio procedere subito ai controlli di base. Dunque vediamo insieme i vari passaggi.

A chi rivolgersi

Per quanto riguarda la donna, è il ginecologo che deve fare le prime valutazioni, ma non ci si deve aspettare una risposta dopo una semplice visita. Il ginecologo spesso è in grado di occuparsi anche dell’uomo svolgendo su entrambi i partner gli esami preliminari, che a volte sono sufficienti per arrivare alla diagnosi. Se poi la sterilità risulta di origine maschile, è anche in grado di indicare a chi rivolgersi. La cosa migliore è comunque rivolgersi ad un Centro per la sterilità che è attrezzato per fare tutti gli esami sia femminili che maschili e la cui équipe è in grado di studiare entrambi i partner e di prescrivere le terapie adatte.

I primi accertamenti

Per la donna, le indagini sul perché non riesce a rimanere incinta iniziano di solito con un esame che serve a valutare le condizioni delle tube. Oltre a questo si controlla se l’ovulazione avviene regolarmente. Il controllo avviene attraverso i dosaggi ormonali e il monitoraggio ecografico del follicolo ovarico mentre per l’uomo la prima tappa è di solito l’esame del liquido seminale.

I tempi degli accertamenti

Le indagini diagnostiche sulla fertilità sono per loro natura molto lunghe infatti, per arrivare a sapere perché non si riesce a rimanere incinta bisogna aspettare diverse settimane e spesso dei mesi. L’unico sistema per rendere meno stressante questa attesa è quello di farsi spiegare dal medico fin dall’inizio quali sono le tappe che bisognerà percorrere, in modo da poterle affrontare consapevolmente. Una volta fatto il primo passo, è necessario arrivare fino in fondo. Se, per un motivo qualunque, si teme di non poter completare le analisi, meglio non iniziarle neppure perché riprenderle dopo qualche mese vorrebbe dire rifare tutto daccapo.

Le possibili terapie

E’ assolutamente indispensabile non sottoporsi ad alcuna terapia senza che prima sia stato completato l’iter diagnostico in entrambi i partner. Dopo la prima serie di esami, e comunque prima della terapia, è importante richiedere al proprio medico un quadro chiaro e comprensibile della situazione e farsi prospettare una linea di condotta precisa. Nell’affrontare la sterilità, la mancanza di chiarezza può provocare nei futuri genitori incertezze e depressioni. Come è facile immaginare, questi stati d’animo possono al loro volta incidere negativamente sulla vita sessuale dei partner e nei loro rapporti con gli altri.

Le cose da ricordare

Una vita sessuale regolare favorisce la fecondazione più che non una serie di rapporti ravvicinati nei giorni dell’ovulazione. Lo sperma infatti raggiunge la massima capacità fecondante dopo 34 giorni di astinenza sessuale.
Le condizioni di stress psico-fisico incidono negativamente sulla fertilità, anche se in modo del tutto passeggero.
Statisticamente, la sterilità colpisce in ugual modo l’uomo e la donna. Sulla fertilità dell’uomo può incidere temporaneamente anche l’uso di alcuni farmaci, ad esempio quelli usati comunemente per curare la colite ulceriosa o le infiammazioni delle vie urinarie.

I pregiudizi da cancellare

Avere una vita sessuale felice e sentirsi in perfetta salute non sono affatto garanzie di fertilità.
Non è vero che l’utero retroverso, l’utero infantile o il canale cervicale molto stretto siano cause di sterilità.
Non è vero che esistono cure termali che possono guarire la sterilità.
Non è vero che la gravidanza di una donna con problemi di fertilità sia più rischiosa del normale.

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