Da 17 gennaio 2010 0 commenti Leggi tutto →

Non rimanere incinta: il coito interrotto e la spirale

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Eccomi ancora a parlarvi di metodi contraccettivi utili per non rimanere incinta. Questa mattina parliamo del coito interrotto e della spirale o I.U.D. e come sempre proverò a spiegarvi di che si tratta evidenziandone i pro e i contro.

Il coito interrotto

E’ sicuramente il metodo contraccettivo tuttora più diffuso ed è praticamente l’unico completamente affidato al partner maschile. Viene praticato ritirando il pene prima dell’eiaculazione in modo che l’emissione dello sperma avvenga fuori dalla vagina. In realtà c’è sempre il rischio che il liquido che esce dal pene in erezione prima dell’eiaculazione contenga già degli spermatozoi oppure che l’uomo non riesca a ritirarsi in tempo (è un rischio particolarmente forte nei giovani e nei momenti di stress o di stanchezza). Il vantaggio è che non si devono impostare complesse procedure prima dei rapporti sessuali. Lo svantaggio principale è la sua scarsa sicurezza. Inoltre richiede un continuo controllo proprio nel momento che dovrebbe essere vissuto con maggior abbandono e quindi è facile che nella coppia si instauri una situazione di tensione che può portare alcuni uomini all’eiaculazione precoce e alcune donne alla frigidità. Infine, nell’uomo può portare a disturbi della prostata. E’, quindi, controindicato quando la gravidanza va assolutamente evitata.

La spirale o I.U.D.

E’ un piccolo dispositivo in plastica e metallo (rame o argento) che viene inserito nell’utero dal ginecologo. La usa presenza impedisce l’annidamento dell’ovulo fecondato nella mucosa uterina. Il rame ha poi un ulteriore effetto contraccettivo sulla mucosa e, forse, sugli spermatozoi. Oggi in Italia esistono in commercio molti tipi diversi di spirale, non tutti di uguale efficacia e ugualmente tollerati. Le forme possono essere molto diverse, ma tutte sono comprese tra i 20 e i 35 millimetri di grandezza e terminano con uno o due fili di nylon.

Come si usa

La spirale va prescritta dal ginecologo che deve prima eseguire una visita e un pap-test per accertare che non ci siano controindicazioni. Stabiliti il modello e la dimensione più adatti, la spirale viene inserita dal ginecologo nella cavità uterina con una manovra che può risultare talvolta fastidiosa. Una volta inserita, può rimanere in utero 3-5 anni, a seconda del tipo, senza che ne diminuisca la capacità contraccettiva. Al termine di quel periodo il ginecologo provvederà a sostituirla, dopo una visita di controllo. Dal momento dell’inserimento, l’unica cosa da fare è imparare a controllare ogni tanto con le dita i fili di nylon che sporgono nella vagina. Se i fili non ci sono più o se, al contrario, sporge anche una parte della spirale, significa che è stata espulsa o che si è spostata.

I pro

– E’ uno strumento contraccettivo pratico ed efficace in quanto la sua sicurezza è solo di poco inferiore a quella della pillola e può essere ancora migliorata con l’aggiunta di spermicidi nei giorni in cui è probabile l’ovulazione.
Non ha effetti collaterali sull’organismo in generale.
Richiede controlli medici regolari e quindi permette indirettamente una miglior verifica dello stato di salute dell’apparato genitale.

I contro

– E’ assolutamente sconsigliata nei casi di possibile gravidanza in corso, quando si hanno infezioni dell’apparato genitale, malformazioni uterine o si sono avute, in precedenza, gravidanze extrauterine.
Può creare inconvenienti a chi ha mestruazioni abbondanti.
– A volte può provocare dolori mestruali più forti o più frequenti e qualche perdita tra una mestruazione e l’altra.
– In alcuni rari casi può essere espulsa inavvertitamente.

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