La “normalità” della vita in internet

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Internet non è il nemico di tutti gli adolescenti. E’ un luogo importante per interagire con gli amici, per crescere, per acquisire conoscenze. Ma è necessario che i genitori, oggi, imparino come avere a che fare con la “normalità” di internet.

Cosa preoccupa i genitori che oggi vedono i loro figli trascorrere parecchio tempo davanti ad un computer?
Come accennavo in un precedente articolo, la libertà che internet offre ai suoi fruitori non è esente da pericoli. L’uso del web è in grado di influenzare la vita quotidiana, le azioni, i gesti, il pensiero.

Il compito dei genitori è aiutare i loro figli a comprendere quali pericoli ci sono nella presenza sui social network e cosa consegue alle loro azioni apparentemente innocue.

Attraverso un collegamento è possibile essere rintracciabili sempre. Quello che viene pubblicato ha una durata pressoché illimitata sul web, anche quando si provvede alla cancellazione dei contenuti.

In questo modo, i contenuti personali possono essere sfruttati da altri a proprio beneficio (economico e non): nel migliore dei casi solo riguardo alla proprietà intellettuale di alcuni scritti che possono essere riutilizzati a scopo di lucro; nel peggiore, possono essere sottratti dati sensibili e immagini private.

Il contenuto in rete dev’essere sempre verificato: il rischio di falsa informazione, disinformazione e inganno è sempre molto alto, è quindi buona norma imparare a destreggiarsi tra siti attendibili e non.

Esistono poi dei rischi che si ripercuotono sulla salute psico-fisica degli utenti: è facile agire in rete come forse non si agirebbe in prima persona, e questo può al contempo creare delle situazioni di dipendenza.

Interagire attraverso internet porta, chi più chi meno, all’isolamento e alla diminuzione della vita sociale e attiva, e questo crea un paradosso che è quello di credere di socializzare quando invece si tende a farlo meno.

Ci sono, inoltre siti che sono del tutto diseducativi: quelli che trattano di razzismo, violenza, pornografia, gioco d’azzardo e simili.
Tutto questo per dire che l’uso di internet richiede delle regole, implicite per un adulto, esplicite i ragazzi.

Loro rivendicheranno, probabilmente, la loro libertà, la loro privacy, o vi chiederanno perché devono usare internet alle vostre condizioni. La motivazione (argomentata) non è diversa da quando, quando erano piccoli, vi siete intorrogati riguardo ai capricci o alla buona educazione: “in questa famiglia siamo contrari a certe cose e certi comportamenti” anche se non proferito deve apparire come un messaggio chiaro e comprensibile.

La vita online, al pari della vita scolastica o di quella di relazione, sono ambiti della quotidianità di un ragazzo a cui i genitori dovrebbero interessarsi in egual misura, e come pari andrebbero considerate anche dai ragazzi.

Il rischio maggiore in cui i ragazzi normalmente cadono davanti ad un computer, infatti, non è rispetto a “ciò che fanno”, ma a “ciò che non fanno”: affascinati dal suo uso, infatti rinunciano a vivere parti più interessanti ed ugualmente importanti della vita reale.

Quello che deve essere in discussione tra voi e i vostri ragazzi è questo equilibrio, la proporzione tra l’attività sulla tastiera e la vita vissuta: ci sono un sacco di cose che non si fanno online, e che devono essere punti di forza della vita di un adolescente.

Il rischio della vita virtuale, invece, è che può essere una via di fuga a moltissime attività: è facile in internet essere più affascinanti, scrivere cose più interessanti, costruirsi il modo in cui si vuole apparire agli altri omettendo gli aspetti di sé che si considerano poco interessanti.

Marcella Agnone – Psicologa Psicoterapeuta

foto: gkourou.com

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