Nove mesi coi supplementari: un manuale per i papà

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Gravidanza, puerperio, e primi mesi di maternità sono un concentrato di emozioni e nuovi sentimenti che a volte è difficile dipanare e, che spesso sono concentrati sulla mamma e sul bambino, mentre il papà viene spesso escluso dai discorsi, come se nell’esperienza formidabile della nuova vita le sue sensazioni avessero un valore meno importante.
Finalmente nella vita quotidiana e anche sul panorama letterario i papà stanno riprendendo con forza il loro ruolo che è senz’altro cambiato in maniera notevole rispetto a qualche decennio fa.

Nove mesi coi supplementari è un simpatico manuale di istruzioni per padri e con una buona dose di ironia può diventare come una cassetta degli attrezzi per tanti neo papà smarriti o un po’ confusi nel costruire un ruolo davvero importante in una società in continuo cambiamento.

“Un’ora dopo il parto, ci troviamo in camera con la nostra compagna e il neonato. Proviamo sensazioni molto forti: gioia, senso di responsabilità, confusione mentale, incertezza… Abbiamo davanti un bambino indifeso, che dipenderà totalmente da noi, soprattutto nei primi mesi di vita, ma in generale nei primi anni; e in quelli successivi, finché andrà a vivere da solo, intorno ai quaranta. E anche dopo continuerà a dipendere da noi per tante cose. Insomma, l’abbiamo fatta grossa.”

Intorno ai quaranta? Beh il libro promette bene! Javier Serrano, l’emergente autore spagnolo, papà di sue bambini, ci ha messo una buona dose di ironi per rendere davvero brillante questa guida per diventare papà perfetti tra notti insonni, e occasioni perdute come il campionato di calcio, gli amici, e molto altro.

E le mamme che dicono?

I papà di oggi, nel paese delle mamme, riescono a ritagliarsi un ruolo da protagonisti? Riescono a non farsi travolgere per poi soccombere dalla presenza di madri che tendono ad essere totalizzanti nella crescita dei bambini?
Come sono i padri dei vostri bambini? Pensate che abbiano bisogno di un manuale per imparare a fare il loro mestiere per bene, magari sdrammatizzando un po’?

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