Da 15 luglio 2010 0 commenti Leggi tutto →

Obesità in età fertile rischio per il concepimento

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Secondo una ricerca svolta dall’Osservatorio Nutrizionale “Grana Padano” sulle abitudini alimentari e lo stile di vita delle donne in età fertile (campione di 1.481 donne, tra i 30 e i 42 anni) l’incidenza dell’obesità in questa fascia d’età è circa doppia rispetto alla popolazione generale, arrivando a toccare la percentuale del 20%. Si aggiunga che il 75% delle donne intervistate non svolge alcun tipo di attività fisica regolare, presentando un peso e un BMI (rapporto tra peso e altezza) più elevati rispetto a quelli delle donne più attive, con conseguente maggior rischio di obesità.

La dottoressa Michela Barichella, presidente Associazione italiana di Dietetica (ADI) Lombardia e responsabile medico del Servizio dietetico ICP di Milano ha commentato: “Sapevamo che la popolazione italiana tende all’obesità, ma questo dato sulle giovani donne è francamente sorprendente. Anche perchè le sane abitudini di vita sono doppiamente importanti per le donne che desiderano un figlio. Una corretta alimentazione favorisce l’ovulazione e il concepimento e riduce il rischio di malattie croniche anche gravi nel feto, quali diabete, obesità, patologie cardiovascolari, tumori e malattie mentali”.

Le donne obese, inoltre, vanno incontro ad un più elevato rischio di aborto durante la fecondazione assistita e sono maggiormente afflitte da disturbi della fertilità (come per esempio l’ovaio policistico), problematiche che risulterebbero più evidenti in coloro che presentano, come gran parte delle pazienti obese analizzate dalla ricerca dell’Osservatorio, un’obesità di tipo centrale, caratterizzata cioè da accumulo di grasso a livello addominale, con depositi sia sottocutanei, sia a livello degli organi.

Uno studio dell’Academic Medical Center di Amsterdam sostiene addirittura che la riduzione della fertilità dovuta all’obesità è comparabile a quella dovuta all’invecchiamento, paragonando ogni unità di BMI superiore a 25 (che rappresenta il limite superiore del “normopeso”) con ogni anno di età nella donna.

Nonostante il problema dell’obesità non sia di facile soluzione, una donna obesa, grazie ad una dieta specifica e all’esercizio fisico, può arrivare rapidamente ad un considerevole calo di peso, che favorirebbe l’aumento del tasso di ovulazione spontanea, con conseguente maggiore facilità di concepimento.

Per quanto riguarda le indicazioni sullo stile di vita da tenere, la dottoressa Barichella dell’Osservatorio Nutrizionale “Grana Padano” ha fornito alcuni consigli alimentari per favorire il concepimento, con particolare attenzione alla presenza di “micronutrienti” nella dieta. I micronutrienti, minerali e vitamine, come l’acido folico, molto importante nel periodo pre-concezionale e durante i primi mesi di gravidanza, sono fondamentali nella regolazione dell’apparato riproduttivo, ma purtroppo i dati della ricerca dell’Osservatorio evidenziano carenze significative. L’apporto giornaliero medio di ferro, per esempio, è insufficiente (10 mg al giorno, contro i 18 mg auspicabili) a compensare i fabbisogni della donna, predisponendola all’anemia. Anche il consumo d’acqua, circa un litro al giorno, risulta essere il 30% in meno della quantità raccomandata” ha spiegato la dott.ssa Barichella.

“Da queste considerazioni nascono i nostri consigli alimentari, come quello relativo al consumo di latte e formaggi, in particolare semi-magri a pasta dura, da consigliare nell’età fertile, poiché nella maggior parte dei casi analizzati dalla ricerca OGP si osserva un bassissimo apporto di vitamina D e uno scarso introito di calcio. Recenti ricerche suggeriscono come adeguati livelli si associno ad un ridotto tasso di aborti spontanei” ha concluso la dottoressa.

La corretta assunzione di calcio e vitamina di D è oltretutto utile a prevenire l’osteoporosi, patologia che può presentarsi o accentuarsi in gravidanza, specie in soggetti predisposti, perché questo è il momento in cui le richieste di calcio quasi raddoppiano per la formazione delle ossa del nascituro, arrivando ai 1500 mg al giorno.

Immagini:
notitiasalutem.blogspot.com
psicozoo.it
ragazzinews.com

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