Oltre i gerani

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Che sia diventata ormai una moda lo sappiamo bene, che come tutte le mode sia passeggera non ne sono così convinta: l’utilità di possedere un piccolo orticello sul proprio balcone è troppo vantaggiosa per non durare e sviluppare nel tempo.I vantaggi sono molti, a partire dal gioco che si può fare insieme ai propri bambini, quello di seminare e curare delle piantine,
alla soddisfazione di cucinare con le proprie erbe aromatiche e magari assaporare qualche pomodoro e zucchina autoprodotti.

Non parliamo di design, di orti verticali o cose complicatissime da gestire in un condominio, ma il buon vecchio vasetto in cui mettere il seme e con ansia contare i giorni in attesa che qualcosa spunti quello sì.

I vantaggi non sono pochi, sui balconi non avrete la visita di lumache fameliche che si ciberanno delle vostre fragole o della vostra tenera insalatina, e se vi organizzate bene e intravedete un temporale, potete mettere al riparo dalla grandine i vostri ortaggi.

La produzione non sarà copiosa, e forse non potrete rinunciare alle verdure del supermercato, ma da cosa nasce cosa, e man mano che vi specializzerete nell’orticoltura da balcone, vedrete i gerani e le surfinie come degli inutili orpelli, sostituiti da ben più apprezzati pomodori, cetrioli e fragoline.

Curare un orto può essere un esempio di insegnamento per i bambini, ma non solo, anche per noi grandi può riservare sorprese inaspettate, come racconta Pia Pera nel suo ultimo libro ‘Giardini & orti terapia’.

Postato in: Cucina, Educazione, Moda

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