Da 22 gennaio 2013 0 commenti Leggi tutto →

Orticaria nei bambini

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L’orticaria deve il suo nome all’ortica e non a caso! Il suo effetto è infatti paragonabile alle classiche macchie rosse con insopportabile prurito che chi si imbatte nell’ortica conosce bene…

Approfondiamo l’argomento con la consulenza di Donatella Guarduccinaturopata e responsabile del nido famiglia e associazione culturale Linguadoca:

“L’orticaria è una malattia della pelle caratterizzata dalla presenza di tre elementi distintivi:

  1. il prurito
  2. la presenza di ponfi sulla cute di varia forma e dimensione, di colore rosato più o meno intenso
  3.  la fugacità di questi ponfi che possono scomparire più o meno rapidamente per poi ricomparire in sedi corporee diverse

In alcuni casi e in sedi particolari come palpebre, padiglioni auricolari, scroto, mani, piedi, può coesistere un gonfiore anche notevole dei tessuti che talvolta si accompagna a dolore.

Spesso l’orticaria è provocata da cibi allergizzanti, ricchi di istamina, o da sostanze, principalmente farmaci e additivi chimici,  che causano intolleranza.

Quando l’orticaria è legata a un evento allergico il rapporto fra assunzione della sostanza non tollerata e la comparsa dell’eruzione pruriginosa è molto netto: l’eruzione compare immediatamente dopo l’assunzione o al massimo entro 15-20 minuti; il rapporto è tanto netto che di solito, quando si tratta di bambini, è la madre a porre la diagnosi e a identificare l’alimento o il farmaco responsabili.

 L’orticaria su base alimentare, a differenza dalle forme provocate da punture di insetto o allergia da contatto, si diffonde su tutto il corpo colpendo in particolar modo braccia, torace, dorso e gambe.

La reazione scompare spontaneamente entro 2-4 giorni, ma non va sottovalutata poiché è sinonimo di predisposizione a intolleranze o allergie.

Esistono due forme principali di orticaria “non alimentare”, distinte in base alla durata della malattia: nell’orticaria acuta la causa più frequente è l’infezione, da virus o da batteri, verificatasi anche due settimane prima dell’eruzione. Quindi di fronte a una orticaria comparsa non in strettissimo rapporto di tempo con l’assunzione di farmaci o alimenti la prima cosa da ricercare è la presenza di una infezione, respiratoria o intestinale, anche pregressa.

Nell’orticaria cronica, cioè nella forma che si protrae nel tempo, le motivazioni spesso non sono accertabili: alcune volte  sono presenti anticorpi che impropriamente l’organismo produce contro i suoi stessi componenti, rendendola una patologia autoimmune; altre volte ha origini fisiche come nell’orticaria da freddo, da pressione, da caldo, da particolare suscettibilità al contatto (pelle della pesca).

L’orticaria non è quasi mai pericolosa e in ogni caso non è mai pericolosa l’orticaria isolata, senza altri disturbi.

Può essere pericolosa solo quando è inserita in un quadro generale di reazione allergica di tipo anafilattico, cioè quando ha le caratteristiche di un’orticaria allergica (comparsa subitanea in rapporto temporale stretto con l’assunzione di un farmaco o di un alimento, con una puntura di ape o di vespa, con la somministrazione di un vaccino, con l’esecuzione di uno sforzo fisico) e fin dalla sua comparsa si accompagna a sintomi a carico dell’apparato respiratorio (voce bassa, tosse, ostruzione alla gola, affanno, respiro sibilante) e/o dell’apparato cardiocircolatorio (sensazione di malessere, sensazione di mancamento, sudorazione fredda, pallore, polso accelerato).

A prescindere pertanto da questa specifica situazione l’orticaria isolata non è  pericolosa ed è difficile che possa, con il tempo, evolvere in sintomi più pericolosi.

L’ orticaria è una manifestazione piuttosto diffusa e frequente tra i bambini; le chiazze gonfie, di colore rosa-rosso che provocano prurito sono tipiche e compaiono soprattutto durante la primavera e l’estate quando concorrono a provocarla l’alimentazione tipica del periodo, la maggior esposizione alla luce solare e il caldo.

Quindi, soprattutto per i soggetti con familiarità ad allergie e intolleranze o che abbiano già manifestato altri sintomi quali raffreddore da fieno o asma, è meglio evitare alimenti carichi di istamina quali fragole, pomodoro, spinaci, formaggio stagionato e fermentato, cacao e cioccolato, pesce conservato (tonno, sardine…) o congelato, frutti esotici, frutta secca, salumi, funghi.

Un’alimentazione troppo ricca di questi cibi può infatti causare un accumulo di istamina responsabile di eventuali reazioni allergiche che possono sfociare nell’ orticaria.

Esistono, inoltre, alimenti allergizzanti tra i quali troviamo: latte vaccino, uovo, soia, pesce e crostacei, arancia, pesca, kiwi, coloranti e conservanti; e sostanze che possono causare intolleranza quali: latte e latticini(intolleranza al lattosio), lieviti, frumento(intolleranza al glutine),oli vegetali (oliva, arachidi…).

Tra i farmaci che possono causare reazioni di questo tipo ed orticaria bisogna ricordare in particolar modo penicillina, aspirina, vaccini, sulfamidici.

Un’azione molto importante di prevenzione dell’orticaria può essere fatta durante il delicato periodo dello svezzamento: i vari alimenti devono essere introdotti in modo graduale e con criterio, evitando di associare nello stesso pasto più cibi contenenti istamina (per esempio pomodoro e formaggio stagionato, salumi e frutti esotici, cioccolato con nocciole…).

Per alleggerire la sintomatologia sono consigliati bagni di acqua calda o tiepida in cui sciogliere amido o farina d’avena, che può essere applicata anche direttamente sulla cute arrossata. Si raccomanda di non strofinare la pelle affetta da orticaria, per non peggiorare la situazione; infatti sfregando e grattando la cute viene favorito il rilascio dell’istamina responsabile dei ponfi.
Il trattamento per l’orticaria consiste nell’identificazione e nella rimozione dell’agente causale che ne sta alla base, beneficiando per la riduzione dei sintomi di applicazioni di gel di aloe o creme rinfrescanti alla malva.”

 

 

Foto: www.riza.it

 

 

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