Padri autoritari: padri che falliscono la loro missione

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Chi è un padre assente? Dare una risposta oggi è molto più difficile di quanto non lo fosse mezzo secolo fa. Allora un padre era considerato assente soltanto se non adempiva ai suoi due grandi doveri principali: occuparsi del sostentamento della famiglia e occuparsi dell’educazione dei figli imponendo regole ferree. Il luogo comune vorrebbe farci rispondere che un uomo è un padre assente se non c’è mai, ma se abbandoniamo lo sguardo di superficie scopriremo che forse un uomo può far mancare ai propri figli ed alla propria compagna ben più della sua presenza fisica.

Vediamo un esempio classico. Ci sono uomini incapaci di sviluppare una buona confidenza affettiva con i figli e che hanno un  atteggiamento educativo autoritario e intransigente sul rispetto delle regole perché, non avendo a disposizione l’arma dell’affetto, dell’amore e della confidenza, faticano a trovare un linguaggio efficace per farsi ascoltare dai propri figli.

Padri così saranno percepiti dai loro figli sicuramente come padri assenti, anche se a loro potrà sembrare – erroneamente – di essere presentissimi in famiglia e di essere profondamente coinvolti nell’educazione dei figli. Invece è proprio il contrario, perché questa incapacità di parlare il linguaggio dell’affetto, delle emozioni, dell’ascolto,  preclude loro la possibilità di capire i  figli, di ascoltarli, di avere con questi uno scambio aperto. E’ facile che  figli, col passare del tempo, assumano atteggiamenti di ribellione e di disobbedienza, naturale strategia di chi vuole ad attirare su di sè l’attenzione ed il calore del genitore il quale invece è affettivamente assente.  Questi sono uomini che falliscono il proprio ruolo di padre.

Sbagliamo se crediamo che questo modo di interpretare il ruolo paterno appartenga al passato. Malgrado i tempi siano cambiati e i cambiamenti siano sotto gli occhi di tutti, queste realtà affettivamente povere e direi anche culturalmente disagiate continuano ad esistere. La loro esistenza è difficile da rilevare magari semplicemente perché i genitori non sono separati e quindi la famiglia sembra normale, oppure perchè gli effetti dannosi sui figli diventano evidenti quando i figli ormai sono cresciuti e non si perde un po’ il nesso tra l’educazione ricevuta e i comportamenti devianti – o meglio – tra  l’assenza paterna delineata come assenza affettiva ed episodi di devianza e disagio.

Demoliamo quindi definitivamente l’assioma che afferma che la famiglia problematica è soltanto quella con i genitori separati.  I problemi esistono anche nelle famiglie apparentemente stabili e normali e gli esiti negativi possono essere molto gravi sia per i figli che subiscono il disagio, sia per le loro famiglie e – in maniera più estesa – per tutta la Società.

Conviene quindi mettere il focus sulla qualità dei rapporti affettivi ed educativi fra genitori e figli. Forse lì troveremo molti spunti interessanti.

Immagini: lamaieutica.it

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