Da 11 novembre 2009 4 Commenti Leggi tutto →

Parto attivo: le posizioni del travaglio

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Fino a non molto tempo fa, e ancora oggi in qualche ospedale, la donna durante il travaglio era sola, sdraiata a letto, a digiuno, guidata completamente, nel modo di respirare e di spingere dalle indicazioni delle ostetriche e del ginecologo. . Oggi, invece, sono sempre più numerosi gli ospedali nei quali si parla di “parto attivo”, cioè viene data alla donna la possibilità di scegliere da sola come trascorrere le ore del travaglio e in che modo dare alla luce il proprio bambino.

Questo comporta molti vantaggi per la partoriente soprattutto dal punto di vista psicologico, perché la donna si sente protagonista attiva dell’evento nascita. Inoltre, la possibilità di scegliere spontaneamente la posizione che preferisce, di cambiarla, di camminare, fa sì che la donna riesca a vivere questo evento con più naturalità, a rilassarsi e a gestire meglio il dolore. Con benefici, in molti casi, anche sulla riduzione dei tempi del travaglio e delle spinte.

Vediamo insieme quali sono le posizioni possibili da poter assumere durante il travaglio.

In piedi
Si agevola l’espulsione del piccolo, in quanto si ha la possibilità di sfruttare gli effetti della forza di gravità. Che sia in piedi appoggiata con le braccia a un muro, con le gambe divaricate, o che si faccia sostenere dalle braccia del proprio compagno o, ancora, che si appenda a una corda che scende dal soffitto, magari dondolando liberamente il bacino, gli effetti della posizione eretta saranno comunque quelli di favorire una più rapida discesa del nascituro. Molto efficace è anche poter camminare o, per chi se la sente, fare le scale. Unico svantaggio è che non sempre si riesce a mantenere questa posizione a lungo, in quanto lo stare in piedi, dopo un po’, può risultare faticoso e per questo è utile sedersi o sdraiarsi. Spetta all’ostetrica il comito di accogliere il bambino tra le proprie mani mentre sta uscendo.

Sdraiata
Pur essendo la posizione meno naturale per partorire, rimane in molti ospedali ancora oggi quella più diffusa, soprattutto perché è comoda per il personale ospedaliero, in quanto facilità tutte le manovre ostetriche e le visite. La partoriente è sdraiata a pancia in su sul lettino ginecologico, con le gambe leggermente sollevate e divaricate, e le braccia appoggiate su appositi sostegni. Chi accompagna la donna può stare accanto a lei, così da sostenerla e incoraggiarla. Si tratta di una modalità che, non sfruttando la forza di gravità, non favorisce la naturale discesa del bambino. Inoltre, dal punto di vista psicologico la donna può sentirsi in balia degli eventi. Questa posizione è indicata soprattutto per i periodi di riposo e quando la dilatazione è all’inizio. Ha inoltre il vantaggio, nei casi che lo richiedano, di favorire l’intervento immediato del personale medico e di poter tenere meglio sotto controllo un travaglio molto difficoltoso;

Carponi
Può sembrare una posizione insolita, in realtà mettersi “a quattro zampe” è una modalità particolarmente indicata per le donne che hanno mal di schiena, se il bambino è molto grosso e nei casi in cui le spinte siano particolarmente intense. Traggono particolare beneficio da questa posizione le mamme in sovrappeso, in quanto riescono ad allentare in questo modo la pressione sul bacino;

Accovacciata
Diventa una delle posizioni scelte più spontaneamente dalla donna quando viene lasciata libera di muoversi durante il travaglio e il parto. Con le gambe piegate e il peso del corpo che poggia sui talloni, la zona muscolare del perineo (la parte compresa tra la vagina e l’ano) si distende più facilmente, facendo diminuire il rischio di lacerazioni dei tessuti. Inoltre, anche il diametro pelvico (cioè delle ossa del bacino) si allarga al massimo e, durante la fase espulsiva, anche le spinte risultano più efficaci. Spesso però è necessario alzarsi per camminare un po’ o cambiare posizione perché stando seduta a lungo le gambe possono intorpidirsi e procurare fastidiosi formicolii. Anche in questo caso non c’è pericolo per il bimbo se si decide di partorire da seduta, perché l’ostetrica assiste alla nascita e in molti casi invita addirittura la donna, purchè se la senta, ad accogliere con le sue mani il piccolo mentre sta nascendo, permettendole un coinvolgimento davvero totale.

E voi, care mamme, quale di queste posizioni avete utilizzato? Raccontateci la vostra esperienza!

Immagini:
dailymail.co.uk

4 Comments on "Parto attivo: le posizioni del travaglio"

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  1. Sabina scrive:

    Buon giorno a tutte!
    Ho partorito il mio primo bimbo meno di due mesi fa… ed ho un ricordo bellissimo!
    Dopo essermi informata sul parto attivo, ho trovato davvero spontaneo partorire da inginocchiata. Fortunatamente ho trovato una giovane ostetrica che mi ha capita e me l’ha permesso.
    Purtroppo so che non tutte le ostetriche soni così favorevoli e purtroppo non tutte le donne sono informate sulla possibilità di scegliere come partorire!

  2. ivana scrive:

    purtroppo, alla termine del travaglio ho fatto un cesareo d’emergenza:( la bimba non si impegnava, credo ben in quella posizione sdraiata. io spero che con il prossimo anche se sara cesareo di fare un po di travaglio in liberta!

  3. Paola scrive:

    Ciao Ivana…mi dispiace che tu abbia sofferto tanto! Putroppo ancora in molti ospedali non è data libertà di movimento alle donne durante il travaglio :o(
    L’importante cmq è che sia andato tutto bene! Il dolore del travaglio in fondo si dimentica subito dopo aver abbracciato il piccolo esserino ;o)
    Un abbraccio!

  4. ivana scrive:

    io purtroppo ho fato travaglio di 16 ore sdraiata sulla schiena. non ho capito ancora perche, non mi era permesse nemeno girarmi non ne parliamo di camminare. credo di aver sentito il triplo di dolore cosi immobile che avrei sentito potendo mi muovere.

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