Parto cesareo e rischi correlati: la difficoltà respiratoria

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Anche se in Italia abbiamo una media nazionale di parti cesarei che va oltre il 30 per cento, con picchi molto più alti al centro-sud (ad esempio in Campania dati ufficiali dell’anno 2000 indicano un’incidenza addirittura del 53 per cento) credo sia il caso di raccontare che nascere in questo modo non è il sistema ottimale né per le mamme né per i bambini. La percentuale di questo tipo di intervento nel nostro paese è tre volte superiore rispetto al tetto indicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha indicato come soglia massima il 10-15 per cento.

Moltissime ricerche hanno dimostrato che ricorrere al taglio cesareo senza reali indicazioni mediche comporta grossi rischi sia per la mamma che per il neonato, soprattutto quando l’intervento viene programmato e non è eseguito d’urgenza a travaglio iniziato e proprio uno studio recentissimo che ha coinvolto diversi centri ospedalieri americani, terminato nei primi mesi del 2009 e pubblicato dal , riporta in auge l’argomento che era già stato trattato nel 2003 da un’équipe di medici svedesi e pubblicato nel giugno dello stesso anno sulla rivista Clinical Experimental Allergy.

Entrambi gli studi sono stati svolti su un numero elevatissimo di soggetti anche se con modalità molto diverse (migliaia di fratelli privi di ereditarietà allergica e nati, con modalità differenti, con da madri in perfetta salute per lo studio svedese, 24077 parti cesarei nel caso dello studio americano) ed entrambi hanno dato lo stesso identico risultato: i bambini nati con parto cesareo presentano un rischio di asma molto più elevato rispetto a quelli nati con parto naturale e l’incidenza aumenta in modo inversamente proporzionale rispetto alle settimane di gestazione portate a termine, in particolare secondo lo studio americano il doppio dei neonati di 37 settimane e il 50% in più di quelli di 38 settimane hanno avuto difficoltà respiratorie e altre complicazioni rispetto ai neonati venuti al mondo dopo la 39/a settimana ed oltre.

Io ho subito due cesarei ed ho una mia casistica personale, che non è ovviamente indicativa ma che ricalca esattamente gli studi scientifici che ho citato, il mio primo figlio ha avuto un cesareo oltre le 40 settimane ma senza travaglio e, pur non essendo un soggetto allergico, ogni volta che si prende anche solo un banale raffreddore ha grosse difficoltà respiratorie che dobbiamo trattare precocemente per evitare di finire in ospedale, il secondo figlio nato con parto cesareo oltre le 40 settimane ma con travaglio quasi completo ha anche lui difficoltà respiratorie ma meno forti e meno frequenti rispetto al fratello.

Un’altra volta magari vi parlerò degli studi e delle differenze tra un parto cesareo programmato senza travaglio ed un parto cesareo con travaglio in relazione alla mamma, anche in questo caso le differenze ci sono.

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