Da 14 aprile 2010 0 commenti Leggi tutto →

Parto domande e risposte alle paure della futura mamma (parte II)

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Continuiamo con le domande e risposte alle paure più frequenti di una futura mamma. Abbiamo parlato della paura del dolore, della paura di non arrivare in tempo in ospedale e della paura del dolore oggi invece vediamo quali sono gli altri timori che turbano la serenità delle future mamme.

Mi faranno l’episiotomia?
Questa pratica è ancora molto diffusa soprattutto nelle primipare e consiste in un taglietto praticato nella zona del perineo (tra la vagina e l’ano), eseguito dall’ostetrica quando occorre accelerare il periodo espulsivo oppure evitare lacerazioni spontanee dei tessuti della mamma. La naturale conformazione della vagina e del perineo, predisposti a modificarsi in modo tale da permettere il passaggio del bambino e per questo motivo non si può sapere prima se sarà effettuata, perché ogni caso deve essere valutato singolarmente. I tessuti vengono suturati dopo il secondamento (la fase finale del parto che corrisponde all’espulsione della placenta). Nei giorni seguenti occorre seguire una scrupolosa igiene intima per evitare il rischio di infezioni.

Perderò il controllo?
Può sembrare strano, ma per affrontare meglio il parto la donna deve perdere il controllo, inteso come una mancanza di abbandono, e lasciarsi andare per fare emergere la parte istintiva di sé. Infatti come gli animali, anche per gli esseri umani il parto rappresenta un momento assolutamente istintivo. Per questo motivo la donna ha bisogno di isolarsi, di trovare i suoi tempi, di vivere il proprio dolore senza essere disturbata. Per evitare il panico vero e proprio, bisogna affidarsi all’ostetrica che con la sua esperienza e sensibilità starà vicino alla partoriente rassicurandola e spiegandole cosa sta accadendo. Per vivere il parto serenamente è importante che durante i nove mesi di gravidanza la donna abbia intrapreso un percorso di preparazione al parto durante il quale viene spiegato quali tecniche di rilassamento e di respirazione attuare per recuperare le forze tra una contrazione e l’altra e per diminuire la tensione. In sostanza, più si arriva alla fine della gestazione preparate e minore sarà il rischio di farsi prendere dal panico.

Che cosa potrà fare il mio compagno?
Assistere la futura mamma durante il parto è un’esperienza unica e intensa. L’uomo deve, però, sentirsela e non essere obbligato, anche se il più delle volte anche chi ha paura di entrare in sala parto alla fine raggiunge la compagna. Il partner rappresenta il punto di forza della coppia e dalla sua tranquillità deriva la serenità della compagna. Le potrà essere d’aiuto incoraggiandola, accarezzandola, bagnandole le labbra con l’acqua, o semplicemente standole vicino. Poi una volta nato il bebè, il neopapà può partecipare a gesti simbolici come il taglio del cordone ombelicale o il primo bagnetto. Non occorre, comunque, aspettare il giorno della nascita per cominciare a sentirsi genitore ma partecipare con la propria compagna ai corsi pre-parto è il modo migliore per vivere intensamente l’attesa fin dall’inizio.

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