Parto: troppi cesarei, poca sicurezza!

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Sebbene l’Organizzazione Mondiale della Sanità abbia chiesto di limitarli al 15% del totale il ricorso al parto cesareo è sempre più frequente. In Italia il numero di parti cesarei è in continuo aumento ed è eseguito nel 38,3% dei casi, spesso un intervento a rischio perché molte strutture pubbliche non hanno i requisiti professionali e tecnologici per garantire la massima sicurezza.

Il ricorso al taglio cesareo è affiancato da un aumento di denunce per lesioni e omicidio colposo a carico del personale sanitario, medico e ostetrico anche se rimane inadeguato il numero di condanne. Nell’indagine sono stati coinvolti 344 punti nascita di 17 regioni italiane, fatta eccezione dell’Umbria, Calabria, Sardegna e Liguria per incompletezza dei dati.

Mensilmente in Italia vengono eseguiti novanta cesarei, soprattutto nelle strutture private dove raggiungono la media del 50,5% rispetto agli ospedali che ne conta invece il 36%, ed il 72% dei punti nascita non dispone della Terapia intensiva neonatale.

In cima alla lista nera il Trentino Alto Adige segue la Sicilia la Campania, con un totale di 53.741 procedimenti per lesioni colpose, tra cui purtroppo non mancano i casi di decessi registrati soprattutto in Calabria (con 23 casi), in Sicilia (18 casi), in Campania (6 casi), e l’età media delle madri è di 31 anni.

Fonte:repubblica.it

Immagini:
genitorimagazine.it

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