Da 28 novembre 2008 3 Commenti Leggi tutto →

Partorire in casa? Si può

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Oggi ci sono donne che prendono la decisione di partorire in casa, non più come frutto di una scelta obbligata, come un secolo fa, ma di una libera scelta, fatta nella consapevolezza che la propria casa è il luogo più sicuro e confortevole che esista per dare alla luce un figlio.

Occorre che la gravidanza sia fisiologica e bisogna essere visitate dall’ostetrica che seguirà il parto in casa fin dalla gravidanza, in modo che ci si conosca e che si crei un rapporto di fiducia e di stima. Una seconda ostetrica accompagna sempre quella scelta, in modo da poterla sostenere o in modo da sostituirsi a lei in caso di necessità. Seguire un parto, ancor di più se in casa,  è un lavoro – per l’idea che mi sono fatta io – estremamente impegnativo, molto coinvolgente a livello emotivo ma anche molto, molto faticoso.

Le ostetriche che fanno questo lavoro in genere hanno alle spalle una lunga esperienza ospedaliera e sono molto brave e preparate: durante l’assistenza al travaglio e al parto seguono la donna con pazienza e discrezione, senza fretta, rispettando i tempi della mamma e del bambino che sta per nascere, pronte però a intervenire e accompagnare la donna in ospedale ai primi segni di sofferenza fetale.

In base al mio vissuto (un figlio nato in ospedale, l’altra in casa),  la seconda esperienza è stata umanamente molto più ricca, intensa e gratificante, un’esperienza che di sicuro ripeterò nel caso di una terza gravidanza.

Unico problema è rappresentato dal costo. Se il parto a domicilio fosse a carico del servizio sanitario nazionale – cosa che avviene in alcune regioni, almeno parzialmente –  sarebbe per lo Stato meno oneroso rispetto al parto in ospedale, ma purtroppo per ora in Lombardia il costo grava interamente sulle donne che fanno questa scelta, scelta che rimane quindi solo di chi può permettersela economicamente.

3 Comments on "Partorire in casa? Si può"

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  1. Livia scrive:

    Io non saprei dire per quale motivi ho messo al mondo i miei figli, concepiti tutti e due senza che li cercassi coscientemente.
    C’è, dietro una gravidanza, cercata o non cercata, voluta o indesiderata che sia, un groviglio tale di pulsioni, desideri, pensieri che mi riesce difficile credere che qualcuno che ne abbia portata avanti una esclusivamente per ragioni di convenienza. Sottolineo, esclusivamente per ragioni di convenienza. Ci sarà anche chi sceglie una gravidanza per convenienza, ma poi subentra altro, sempre (o quasi).
    E alla fine quello che conta è che i bambini nascano, e continuino a nascere, perché un mondo popolato solo di anziani non piacerebbe a nessuno, neppure agli anziani stessi!

  2. lisa scrive:

    ecco per fortuna non siamo tutti uguali…! ci vorrebbe un po piu di responsabilita! ciao

  3. mery scrive:

    ciao! volevo dire che questo blog è fantastico perche si occupa della cosa piu importante, ” i bambini”. è tutto bello quello di cui vi occupate… è fornitissimo di consigli ed è sempre aggiornato! ma ieri parlando con una mia amica mi ha fatto venire in mente una cosa bruttissima… cioe quelle persone che decidono di mettere al mondo figli per convenienza… perche magari rischiano di essere licenziate e fanno in tempo a fregare la maternita… oppure quelli che usano la gravidanza per stare a casa tutto il periodo e anche dopo o addirittura quelli che ambiscono o sperano in un trasferimento al sud… pazzesco… forse questo pensiero dovevo scriverlo nell’articolo su la verita su babbo natale, perche penso che dire al figlio per quale motivo è venuto al mondo sia un po piu impegnativo… di dire se esiste o no babbo natale… ma per fortuna non siamo tutti uguali… continuate cosi… e buon lavoro… e scusate se sono stata un po cruda…

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