Da 24 dicembre 2009 4 Commenti Leggi tutto →

Partorire secondo il metodo Leboyer

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Frédérick Leboyer, nato nel 1918, è il precursore del parto dolce, noto anche come metodo Leboyer. Suo è il merito di avere capovolto la prospettiva abituale che si aveva su parto e nascita, focalizzando l’attenzione più sul bambino che sulla mamma. Nella clinica parigina nella quale ha lavorato per anni si osservavano fin dagli anni Cinquanta / Sessanta una serie di regole volte proprio a garantire al piccolo una nascita che fosse il meno traumatica possibile.

Innanzitutto il bambino appena nato va posto sul ventre della mamma, per riprendersi dallo stress del parto, sentendo il suo calore e il battito del suo cuore;

il cordone ombelicale va clampato e reciso il più tardi possibile, attendendo comunque che smetta di pulsare, cosicché il piccolo possa passare gradatamente alla respirazione polmonare (procedura che esclude la possibilità di donare le cellule staminali);

non occorre affrettarsi perché il bambino riceva il suo primo bagnetto, né le procedure mediche post-parto, mentre è importante che alla mamma e al suo piccolo venga dato del tempo per conoscersi reciprocamente (favorendo così il bonding);

il bambino arriva da una dimensione – l’utero – dove i suoni sono ovattati e le luci soffuse: tali dovrebbero rimanere nell’immediato, per non creare traumi, quindi tutto deve avvenire in maniera molto delicata, senza rumori, né luci intense, né movimenti bruschi; è necessario perciò che le sale parto si adeguino e acquisiscano queste caratteristiche.

Leboyer si è poi occupato di massaggio neonatale, ribadendo ancora il concetto cardine del suo primo libro “Per una nascita senza violenza“: al centro dell’interesse deve trovarsi il bambino, nella relazione con la sua mamma.

Il messaggio di Leboyer era ancora decisamente rivoluzionario nel 1975, quando il suo primo libro  è stato pubblicato. Oggi invece, almeno qui in Italia, numerosi ospedali si sono adeguati per lo meno ad alcune delle sue regole.

Se dovete scegliere un ospedale nel quale partorire, valutate, insieme alla possibilità di avere il rooming-in e al supporto dato dopo il parto per l’allattamento al seno, quali di queste caratteristiche che vi ho elencato vengono rispettate. E ricordate che, se decidete di partorire in casa, saranno molto probabilmente tutte osservate con la massima attenzione.

Chi di voi può dire di avere avuto un parto dolce, secondo il metodo Leboyer? Che sensazioni vi ha lasciato?

Immagine: bellicomeilsole.it

4 Comments on "Partorire secondo il metodo Leboyer"

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  1. lagiaco scrive:

    ciao, ho appena scoperto questa fantastica filosofia del parto dolce, abito a Saronno e a gennaio partorirò una bimba, mi piacerebbe poterlo fare secondo il metodo leboyer. Sai darmi qualche dritta su strutture che facciano al caso mio in zona?
    grazie

  2. vale scrive:

    ciao, sto leggendo ” per una nascita senza violenza” e mi piacerebbe partorire secondo il metodo leboyer; conosci forse una struttura o un ginecologo su roma che mi dia questa possobilità? grazie vale

    • Livia scrive:

      Su Roma non conosco né strutture né medici, ma magari qualcuna delle nostre lettrici te ne sa indicare.
      Penso però che nessuna struttura te lo possa garantire a priori, perché negli ospedali, anche quelli orientati in questo senso, molto dipende da chi trovi e da quanto è impegnato in quel momento, quindi quanto tempo può “perdere” nell’attesa che tu partorisca con i tuoi ritmi.
      Per quanto riguarda i ginecologi, di solito questi restano a disposizione per parti difficoltosi, che procedono a rilento, nei quali si potrebbero verificare dei problemi. Altrimenti si viene seguite dall’inizio alla fine da un’ostetrica, che interpella il ginecologo solo per fargli valutare se è il caso di fare un cesareo o intervenire diversamente.
      Quindi potresti forse cercare un’ostetrica che ti dia fiducia e ti possa seguire durante il parto: in casa – secondo me la soluzione migliore – oppure in ospedale. Ma per avare la certezza di averla in ospedale mentre partorisci va ovviamente pagata, con tariffe che non conosco. Se è interna di quell’ospedale interverrà direttamente, se invece è esterna (a Milano offrono questo servizio La Luna Nuova e la Casa di Maternità) potrà assistere, esprimere la sua opinione, ma non intervenire, anche se è comunque una garanzia di maggiori attenzioni rivolte a te e al tuo piccolo.
      In bocca al lupo a te e al tuo piccolo. Raccontaci se hai trovato la soluzione giusta per te.

      • Maya scrive:

        A Gallarate (VA) c’è questa “disponibilità”.
        Metto tra virgolette perchè in realtà nessuno è disponibile a “perdere tempo” per farti partorire. Ma esiste una carta dei diritti della partoriente che ti permette di pretendere tutto il tempo che ti serve e di partorire come più ti aggrada. Resta inteso che ciò è fattibile in casi “normali”, ove insorgessero complicazioni, patologie, ecc…tutto il discorso cade…anche il metodo Laboyer. Ciao a tutte

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