Chi ha paura di Halloween?

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Scary house - Halloween background

Qualcuno pensa di “proibire” Halloween perché “non ci appartiene”. “Halloween è pericoloso, peccaminoso, da sopprimere”. Se è possibile, ogni anno mi sembra sempre più urgente parlarne. Dopo aver visto su alcuni social dei link di articoli-intervista che demonizzano la festa di Halloween, mi chiedo sempre di più dove ci porterà la paura di ciò che non conosciamo e che non vogliamo conoscere.

Eppure la paura si combatte con la cultura.

Qual è la cultura di Halloween?

I nostri cugini d’oltralpe la chiamano così, da noi è invece la commemorazione dei defunti. Nome quasi dimenticato, vero? La radice delle due feste è comune, ed è (anche se a qualcuno non piacerà) di origine pagana.

A noi Halloween arriva come operazione commerciale delle industrie che si sono fatte spazio col merchandising dove la cultura (o per meglio dire la sua assenza) ha lasciato loro lo spazio di infilarsi. Cosa possiamo fare per questo? Informarci, tramandare, scegliere.

Io trovo che oggi, nell’era della globalizzazione, certi nomi non facciano la differenza. Trovo, al contrario, che sia compito dei genitori di oggi promuovere la tolleranza, abbattere la demonizzazione del diverso perché sconosciuto, nel rispetto della specificità individuale.

Un giorno di Via libera al macabro

Commemorare i defunti è un gesto antico, atavico, direi ancestrale. Un tempo aveva un significato più importante perché la morte aveva un posto nel ciclo della vita.

Oggi abbiamo troppa fretta, siamo desensibilizzati al dolore perché non sappiamo affrontarlo, non sappiamo parlarne con i nostri figli perché non sappiamo raccontarlo nemmeno a noi stessi.

Così la morte e il dolore ci colgono impreparati. Le famiglie non sanno affrontare le separazioni, i conflitti, i lutti e le difficoltà.

In un tempo non troppo lontano da noi la religione, nel giorno che oggi è halloween, celebrava il ritorno delle anime dell’aldilà, recanti in dono dolci e giocattoli per i bambini. In un mondo poco colto e ingenuo, le credenze infantili appartenevano anche a molti adulti. Ai bambini stessi, come strumento di controllo, si inculcava la macabra credenza che se non fossero stati buoni i morti sarebbero arrivati di notte a grattare loro i piedi. Ai più buoni solo regali. Vi ricorda qualcosa?

Il ciclo della vita e della morte

Una costante trasversale a tutte le religioni e a tutte le culture è il cambiamento: il cambiamento appartiene alla vita, la chiusura di un ciclo, la caduta delle foglie, il vento più frizzante.

La vita e la morte appartengono allo stesso ciclo: unico, incessante, necessario. Se oggi ne siamo così spaventati è perché abbiamo perso la nostra capacità di contattare il dolore, il pensiero della caducità delle cose. Facciamo finta che non esistano, e pensiamo di aver risolto il problema.

Il cambiamento fa parte della nostra quotidianità, che ci piaccia oppure no: nelle relazioni, nelle cose che finiscono, in noi stessi mai uguali un giorno dopo l’altro.

Noi esseri umani siamo molto piccoli rispetto alla natura e ai suoi cicli, eppure abbiamo il dono di poter essere consapevoli di quello che accade.

Nel bel mezzo di questo cambiamento arriva Halloween, o la commemorazione dei defunti, che prende in giro la nostra paura della morte, delle chiusure, degli adii e del dolore. Lo fa raccontandoci che i morti grattano i piedi ai bambini monelli, o mostrandoci maschere grottesche.

Qualcuno bussa alla tua porta: è la Morte? È il Tempo?

Potremmo pensare di essere nei guai, ma no: è solo un bambino che gioca. E i bambini ci aiutano a ridere delle nostre paure.

Per questo non credo abbia senso pensare che queste feste le abbia inventate il demonio. A chi lo crede direi di aprire la porta e seguire quei bambini che giocano.

I bambini sono il futuro.
Giocare con questi temi è liberatorio.
Siamo vulnerabili, proprio come i nostri figli, ed è questo che dobbiamo insegnare loro: a non essere una società -narcisistica dove il mito dell’invincibilità ad ogni costo tenta di tenere lontana la fragilità.

Questa è la nostra risposta al ciclo della vita e della morte: primavera, estate, autunno e inverno.
Fermati e celebra.
Insegna ai tuoi figli a farlo, perché tutto ha un senso sotto questo cielo, anche la morte ed il dolore.

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