Da 1 aprile 2009 0 commenti Leggi tutto →

Pavia: donna vuole un figlio dal marito in coma

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foto di ws_sanctuary via flickr

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Una donna di Vigevano di 32 anni ha ottenuto poco più di un mese fa che venisse prelevato il liquido seminale del marito trentacinquenne – in coma irreversibile a causa di un tumore al cervello – ricoverato nel reparto di rianimazione dell’ospedale san Matteo di Pavia. E’ stato Severino Antinori, guru della fecondazione in vitro, ad effettuare l’intervento, il primo del genere in Italia. In base alla legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita, tuttavia, occorre il consenso esplicito di entrambi i genitori per procedere con l’inseminazione artificiale.

L’autorizzazione al prelievo è stata data dalla Fondazione Policlinico San Matteo di Pavia, ed è stata fortemente criticata dal Vaticano, ma ha sollevato perplessità anche all’interno dell’associazione Luca Coscioni.

Ora il magistrato deve decidere se consentire l’inseminazione: i genitori e la moglie del paziente in coma sono comparsi alcuni giorni fa davanti al giudice, perché occorre stabilire quale sia l’effettiva volontà dell’uomo. Se dovesse essere necessario, altri sette testimoni sono pronti a dichiarare che la coppia desiderava un figlio, ma che la malattia dell’uomo ha mandato all’aria il progetto.

I tempi per intervenire sono molto ristretti, perché l’aspettativa di vita del paziente è di un paio di mesi al massimo. Se l’uomo dovesse mancare, l’inseminazione artificiale diventerebbe in Italia impossibile. Occorrerebbe andare in Gran Bretagna o in Spagna, dove l’inseminazione post mortem è ammessa, ma potrebbero insorgere problemi nel trasportare il liquido seminale all’estero.

La questione è sicuramente molto delicata. Come è successo con Eluana Englaro, si indaga per stabilire la volontà di qualcuno che non è più in grado di esprimerla. Di Eluana si è detto, con un’infelice battuta, che era così vitale da poter concepire un figlio, anche non è stata specificata la modalità. Ora ci confrontiamo con la situazione per certi versi analoga di un uomo che può effettivamente concepire un figlio, anche se solo grazie alla fecondazione in vitro, ma per il quale l’intervento viene messo in discussione.

Secondo voi che cosa è giusto? Quale decisione dovrebbe prendere il magistrato?

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