Da 19 novembre 2009 0 commenti Leggi tutto →

Perdite vaginali in gravidanza

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Durante la gravidanza le perdite vaginali rappresentano un fenomeno piuttosto comune ma vanno sempre segnalate al ginecologo che deve accertarsi che si tratti di perdite fisiologiche e non associate a qualche particolare disturbo. Si suddividono in tre differenti tipologie vediamo insieme come si presentano e che cosa fare.

Se sono bianche compaiono durante l’attesa a causa delle particolari condizioni cui risulta sottoposto l’organismo della futura mamma. Più precisamente alla loro origine ci sono:
modificazioni ormonali, infatti, la più alta concentrazione di estrogeni nel sangue della donna stimola l’aumento di secrezioni da parte delle ghiandole del collo dell’utero e della vagina;
congestione venosa della vagina, in quanto il più intenso afflusso di sangue ai genitali caratteristico della gravidanza favorisce a sua volta la produzione e la perdita di muco.
Queste perdite sono caratterizzate da colore bianco, consistenza densa e assenza di odore, ma anche se si tratta quasi sempre di un fenomeno normale, destinato a risolversi in modo spontaneo dopo il parto, è consigliabile consultare il proprio medico per togliersi ogni dubbio.

Se sono giallognole segnalano di solito la presenza di infezioni come vaginite, vulvite o vulvo-vaginite. Questi disturbi tendono a comparire con maggiore frequenza durante la gravidanza a causa della particolare sensibilità che contraddistingue l’apparato genitale in questo periodo e risultano favoriti da alcune condizioni:
alimentazione squilibrata;
assunzione di antibiotici che abbassano la naturale barriera difensiva dell’apparato genitale;
uso di detergenti intimi troppo aggressivi che alterando il pH naturale della vagina, ne riducono il grado di resistenza all’attacco degli agenti esterni;
uso di indumenti molto aderenti o realizzati in materiali sintetici che non consentono un’adeguata traspirazione dell’area genitale.
Le perdite dovute a un’infezione sono contraddistinte da colore giallognolo, odore sgradevole e arrossamento dell’area con sensazione di intenso prurito e/o bruciore. In questo caso consultare il ginecologo che prescriverà gli esami e le cure più adatte a seconda del tipo di disturbo riscontrato.

Se sono rosse bisogna prestare molta attenzione in quanto le cause all’origine di queste perdite vaginali variano a seconda del periodo della gravidanza.
Se compaiono nel primo trimestre possono essere:
fisiologiche in quanto si risolvono nel giro di poco tempo senza alcuna conseguenza;
– causate da un polipo nel canale cervicale;
il segnale di un aborto o di una minaccia di aborto e in questi casi si associano a dolore più o meno intenso;
– la spia di una gravidanza extrauterina;
Se compaiono nel secondo e nel terzo trimestre tendono per lo più a segnalare problemi riguardanti la placenta, l’organo che nutre e ossigena il feto tra cui il distacco placentare e la placenta previa. E’ assolutamente necessario consultare subito il ginecologo che nella maggior parte dei casi prescrive esami specifici e riposo.

Immagine:
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Blogmamma.it ha carattere divulgativo. I punti di vista e le informazioni date non intendono in nessun caso sostituirsi al parere del medico, che invitiamo sempre a consultare in caso di dubbio.

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