Pidocchi: un problema, a volte solo falso allarme!

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Un vero grattacapo quello dei pidocchi, che ritornano puntuali con la riapertura delle scuole, scatenando apprensione e stress soprattutto da parte delle mamma e un po’ meno dagli ignari scolari. Spesso un po’ una  “psicosi da pidocchio”,(ancora oggi se vedo mia figlia adolescente grattarsi scatta un stato dall’allerta solo da parte mia) in realtà, è capita di frequente, può essere un falso allarme!

Una ricerca dell’Università di Harvard proprio sulle infestazioni di pidocchi nei bambini sottolinea un dato rilassante il dott. Richard Pollack dichiara che spesso quelli che crediamo essere pidocchi non lo sono. Il ricercatore americano ha analizzato 600 campioni di presunti pidocchi presi dalle teste di altrettanti bimbi, sembra che nei due terzi dei casi non si tratta di pidocchi ma o di forfora, sporco,o goccioline di prodotti per capelli misti a pelle morta. Per questo spesso i bambini bimbi subiscono trattamenti inutili con prodotti aggressivi senza che ce ne sia bisogno.

Il dott Carlo Gelmetti, responsabile dell’Unità di Dermatologia pediatrica all’Ospedale Maggiore Policlinico di Milano si esprime a riguardo: “in effetti le diagnosi sbagliate ci sono, anche se forse non così spesso  spesso si scambiano per uova di pidocchio i “manicotti” di cheratina che circondano la base del capello: questi però scivolano via, mentre le uova restano attaccate al capello. Inoltre, è solo se l’infestazione è attiva, ovvero se ci sono animali vivi o uova vitali, che bisogna passare al trattamento». Vedere alcune uova, ad esempio, non basta per fare la diagnosi di pediculosi: le uova contengono pidocchi vitali soltanto quando sono molto vicine al cuoio capelluto. Vengono depositate proprio alla base e si schiudono in 8-10 giorni: considerando che il ritmo di crescita del capello è circa un centimetro al mese, tutte le uova che sono più lontane di un centimetro dalla testa sono vuote o contengono un animale morto. La certezza della diagnosi si ha anche intercettando i pidocchi vivi, ma non è facile,per scovarli è utile passare nei capelli pettini con denti a una distanza inferiore a 0.3 millimetri, in modo da riuscire a intercettare anche gli animali più giovani.

I pidocchi non sono indice di sporcizia e ne sono portatori di malattie e non creano problemi danno solo il prurito, che è una reazione allergica alla loro saliva. La raccomandazione importante e controllare spesso la testa ai bimbi in età scolare, minimo una volta alla settimana e soprattutto nelle zone dove più spesso si annidano, ovvero sulla nuca e dietro le orecchie.

E se il bambino che ha preso i pidocchi: lavare a 60 gradi lenzuola, cappelli, pettini e spazzole che siano stati a contatto con la testa nelle 24-48 ore precedenti l’inizio del trattamento, chiudendo in un sacchetto di plastica per due settimane quello può essere lavato a queste temperature e usando l’aspirapolvere sui poggiatesta dei seggiolini in auto e su altri oggetti in tessuto su cui possano essere finiti i pidocchi. Tenere puliti cappelli, sciarpe, colletti dei giubbotti e le giacche con colli di pelliccia, vanno tolti perché possono diventare un ricettacolo di pidocchi.

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