Da 25 settembre 2013 Leggi tutto →

Pipì a letto: parliamone!

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Non c'è nulla di cui vergognarsi. Questo è il primo atteggiamento da modificare. Sia nei genitori che nei bambini. L'enuresi notturna, ossia la perdita involontaria di urina durante il sonno prima dei sei anni, età in cui il bambino dovrebbe avere il controllo degli sfinteri non è un problema medico. Fa parte della crescita. Succede può capitare.

Fare la pipì a letto dopo i sei anni due notti a settimana o tutte le sere è invece un problema da affontare insieme al pediatra o ad uno specialista di enuresi infantile, che si può e si deve curare.

Perchè come rivela una ricerca del 1 bambino su 6 fa la pipì a letto e purtroppo solo 1 bambino su 12 viene seguito e curato in modo corretto. I genitori tendono a non parlarne con nessuno. I pediatri difficilmente vengono consultati. Si tende a sottovalutare il problema, ad avvolgerlo nell'imbarazzo e nella vergogna: le lenzuola sporche si lavano in famiglia.

Il SiMPeF ha ideato un progetto di ricerca e formazione, l’enuresi notturna è infatti un problema complesso. Quando il fenomeno si manifesta ci sono cause ereditarie, genetiche, meccanismi biochimici e ormonali (deficit parziale dell’ormone antidiuretico o vasopressinao ADH), oppure iperattività della vescica, profondità del sonno e problemi di risveglio. In alcuni casi la pipi a letto è sintomatica di un bisogno di attenzione da parte del bambino.

Il consiglio è invitare il bambino a fare la pipi,ogni volta che ne sente il bisogno, o almeno 6 volte in una giornata, incitarlo a non avere fretta e a rilassarsi. Del resto a chi non è successo quando si era più piccoli di bagnare le lenzuola?

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