Da 19 settembre 2011 1 commento Leggi tutto →

Poco pesce nella dieta dei bambini italiani

ADV

Sembra che i bambini italiani non vadano molto d’accordo col pesce. Nonostante l’Italia sia un paese di grandi tradizioni pescherecce, e il mondo marino affascini i bambini fin da piccoli, il consumo limitato dovrebbe mettere in allerta mamme e papà. Una ricerca dell’Osservatorio Nutrizionale Grana Padano ha infatti rilevato che i bambini italiani mangiano pochissimo pesce, penalizzando l’equilibrio della loro alimentazione.
La carenza di pesce può rendere meno efficaci l’apprendimento, la memoria e l’attenzione andando ad incidere persino sul rendimento scolastico. Oltre a questo la ricerca dimostra che nella dieta dei bambini c’è anche un apporto troppo basso di verdura, frutta e alimenti integrali.

Certo queste ultime possono non sembrare delle novità alle mamme, che sono sempre alla ricerca di idee per far gradire ai bambini anche i piatti più “difficili”,  ma è opportuno provare a correre ai ripari su larga scala.

La ricerca dell’Osservatorio Nutrizionale Grana Padano si è basata sull’analisi di un campione di 1400 bambini dai 6 ai 10 anni, e ha dimostrato che essi consumano in media 1,3 porzioni di pesce a settimana.

Il consumo di pesce in età scolare invece, raccomandato dalla Società Italiana di Nutrizione, dovrebbe essere di 2-3 porzioni di pesce a settimana. In sostanza i bambini consumano il 50% in meno di quel che dovrebbero!
Quali le possibili soluzioni? Le mamme più esperte sanno che il pesce è ricco di Omega 3, che aiuta i bambini di tutte le età ad affrontare meglio l’impegno scolastico e la concentrazione.

Può essere utile provare ad consumarne di più principalmente in famiglia, aumentare le porzioni, magari proponendo qualche ricetta sfiziosa, variando nelle tipologie, oppure persino “nascondendolo” all’interno di altri piatti, ad esempio nei condimenti per la pasta.

Un’altra idea è quella di introdurre altri alimenti che contengano gli omega 3 dal momento che sono elementi preziosissimi. Ad esempio i semi di lino possono essere aggiungi alle minestre o ai frullati di frutta, preventivamente polverizzati; può aiutare anche un consumo maggiore di legumi o di semi oleosi come noci, noccioline e mandorle.

E i vostri bambini mangiano il pesce? Avete adottato qualche stratagemma per vincere la loro resistenza?

1 Comment on "Poco pesce nella dieta dei bambini italiani"

Trackback | Commenti RSS Feed

  1. Maria scrive:

    A casa nostra si mangia pesce 2-3 volte alla settimana, fresco o surgelato. Mia figlia (28 mesi)non lo ha mai mangiato con particolare entusiasmo, quindi mi adopero a preparare polpettine, sughetti per condire la pasta e, visto che adora le olive nere, spesso lo preparo alla pizzaiola, con le olive tagliate a rondelle! 😉 In questo periodo non gradisce la platessa e la sogliola, ma in compenso… ha scoperto il polipo! (all’insalata, con tanto limone!)

Scrivi un commento