Da 17 settembre 2009 0 commenti Leggi tutto →

Post parto: il controllo dei 40 giorni dopo il puerperio

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Ormai il parto è alle spalle ed il corpo sta, pian pianetto, ritornando alla normalità. Magari dal ginecologo è già stata fissata la data per il controllo dei 40 giorni per sapere se tutto procede bene. In realtà, il controllo si fa sei settimane dopo il parto che è il tempo di cui l’organismo ha bisogno per ritornare alla normalità. Questo periodo è generalmente chiamato puerperio.

E’ bene approfittare di questo appuntamento per avere le risposte a tutti i dubbi riguardo la propria intimità, la vita sessuale ecc…oltre, naturalmente agli esami di routine. Dunque sarebbe meglio appuntare su una agenda tutte le domande da rivolgere al ginecologo per avere delle risposte specifiche.

Durante il controllo è sempre bene non dimenticare di informarsi sui metodi contraccettivi da utilizzare a partire da questo momento. Se non si allatta, gli anticoncezionali orali possono essere una buona soluzione; al contrario invece e non sono tornate ancora le mestruazioni, il medico può consigliarti l’utilizzo del preservativo durante i primi tre mesi o del diaframma, un’altra buona alternativa. Una cosa molto importante da sapere è che se si sta allattando il proprio bambino, non si è tutelate al 100% da un’eventuale nuova fecondazione.

Una delle domande più frequenti è la ricomparsa del ciclo mestruale che non è sempre prevedibile con esattezza, soprattutto se si allatta. In genere, se non si allatta le mestruazioni ricompaiono dalle 7 alle 16 settimane dal parto. Se ritardano ulteriormente, è bene fare un controllo. Ma già dalla seconda settimana dopo il parto si possono verificare perdite di sangue più o meno consistenti, ma non si tratta di mestruazioni, bensì di lochi (residui di gravidanza) misti a sangue che l’utero continua ad espellere e possono durare dalle due alle otto settimane dopo il parto.

Un altro aspetto da valutare durante la visita è la possibile depressione post parto e baby blues che rappresentano situazioni piuttosto frequenti nel periodo del puerperio ed è giusto che ogni donna possa confrontarsi con il proprio ginecologo per affrontare nel modo migliore questi disturbi. Inoltre, lo stato di depressione, potrebbe non essere compreso a pieno dalla mamma stessa ed essere confuso con stanchezza o semplicemente stress. Questa invece è una patologia che va trattata con molta attenzione ed il ginecologo potrebbe, nei casi più gravi consigliare l’intervento di un professionista.

La visita di controllo dei 40 giorni si svolge in genere come una normale visita ginecologica che prevede:
pap-test: il medico preleva un po’ di muco contenuto in vagina, al cui interno si trovano cellule del collo uterino, per accertarsi che non ci siano cellule sospette e per escludere la presenza di infezioni in seguito al parto;
ecografia: accerta che l’utero e le ovaie abbiano recuperato il loro volume;
mammografia o ecografia mammaria: serve per verificare la presenza di noduli o mastiti. Se si allatta al seno, il ginecologo rimanderà questo accertamento alla fine dell’allattamento;
analisi completa del sangue e dell’urina: è il check-up che verifica alcuni valori, come ad esempio la presenza dell’anemia. Controlla che il valore dei globuli rossi nel sangue sia rientrato nella norma;
controllo del peso: è iniziato ormai il recupero del peso abituale; se si allatta è possibile anche che il recupero sia più veloce;
controllo della pressione: durante la gravidanza la pressione arteriosa può subire diversi cambiamenti, ora dunque è arrivato il momento di verificare se si è normalizzata.

Ma bisognerà approfondire la visita nel caso in cui:
– il pap-test indica che è presente qualche anomalia;
– l’utero non è ancora ritornato al suo volume abituale;
– viene diagnosticata un’infezione alle vie urinarie;
– la sutura di un eventuale episiotomia o quella del taglio cesareo non si è ancora cicatrizzata bene.

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Blogmamma.it ha carattere divulgativo. I punti di vista e le informazioni date non intendono in nessun caso sostituirsi al parere del medico, che invitiamo sempre a consultare in caso di dubbio.

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