Da 18 settembre 2010 0 commenti Leggi tutto →

Primo giorno di scuola: com’è andata?

Come ogni secondo martedì del mese, è tornato il consueto appuntamento di www.blogmamma.it e delle mamme blogger Jolanda e Veronica con  Nicoletta Carbone, Alberto Pellai e Manuela Trinci su Radio24, nel corso della trasmissione Essere e Benessere. Questa volta non abbiamo proposto un sondaggio per farvi decidere l’argomento di cui si doveva discutere, perché la scelta era obbligata: non si poteva che parlare del primo giorno di scuola. Le mamme blogger erano in realtà dimezzate, poiché Veronica era alle prese con l’inserimento alla scuola dell’infanzia di uno dei suoi figli.

La conduttrice ha subito esposto il tema su cui gli intereventi si dovevano concentrare: come supportare il benessere dei nostri figli nel corso della loro vita scolastica, perché possano intraprendere fin da piccoli la via del successo. L’attenzione si è focalizzata subito sui due momenti cruciali nella vita scolastica di un bambino, l’inizio della scuola elementare e l’inizio della scuola media.

Si sono sentiti dei brevissimi interventi registrati di bambini che, dopo essersi presentati, spiegavano come era andato il loro primo giorno di scuola, cosa amavano di più e cosa meno della scuola, quello che si aspettavano, quello che avrebbero desiderato. E’ emersa una difficoltà ad adattarsi alle nuove regole scolastiche da parte dei bambini delle elementari, difficoltà che Manuela Trinci ha suggerito di affrontare spiegando sempre ai propri figli qual è lo scopo dell’andare a scuola.

Lungi dal pensare che la scuola debba essere un parcheggio, Alberto Pellai e Jolanda Restano hanno sottolineato che per le madri il periodo estivo con i bambini è piuttosto impegnativo, specie se lavorano: è il periodo che Jolanda definisce delle cacanze; per la moglie di Pellai le vacanze iniziano ora, che tre dei loro quattro figli hanno ricominciato ad andare a scuola.

Le difficoltà dei bambini che iniziano la scuola media sono ancora maggiori, rispetto a quelle dei piccoli: sebbene grandi per le elementari, questi bambini si ritrovano ad essere piccoli in prima media, e devono essere capaci di gestire un orario molto più complesso, con una serie di materie, libri e professori che li gettano in una situazione ben diversa rispetto a quella a cui erano abituati fino all’anno precedente. Pellai suggerisce una via intermedia tra il lasciare che i figli si organizzino per la scuola in totale autonomia e l’intervenire troppo nella preparazione delle cartelle: bisogna infatti, secondo lui, aiutarli ad acquisire uno schema mentale che li porti a prepararsi da soli per la scuola, mettendo questo schema nero su bianco insieme a loro, in modo che, nell’arco di tre o quattro settimane, essi siano capaci pianificare e organizzarsi senza l’aiuto dei genitori.

La trasmissione si è conclusa con un intervento di Elena Borgnino, dirigente dell’istituto comprensivo Lorenzini-Feltre di Milano. La docente ha spiegato in che modo la sua scuola ha gestito il taglio dell’organico, che ha colpito da loro due cattedre. Per le quinte delle elementari si è chiesto ad alcuni docenti della scuola media, che fa parte dello stesso istituto, di organizzare una sorta di raccordo, per cui i bambini di quinta già da quest’anno avranno modo di avere delle ore di lezione con gli insegnanti delle medie. Per le nuove prime, invece, è stato necessario istituire una classe con il tempo normale, e non prolungato, con tre pomeriggi a scuola e due a casa. Sono state selezionate quelle famiglie che hanno dichiarato di non avere difficoltà per il lavoro e di poter gestire i figli nei due pomeriggi a casa, ma, poiché  non erano abbastanza per costituire una classe, è stata stilata una graduatoria con un punteggio, e poi è stata fatta un’estrazione. Per la dirigente è fondamentale la chiarezza con i genitori, i quali, perplessi in un primo momento, paiono ora soddisfatti sia della soluzione trovata per le quinte, che di quella delle prime. La triade alunni-insegnanti-genitori funziona, a suo avviso, quando vengono rispettate le tre regole che lei definisce dal PAC: Partecipazione, Accoglienza, Condivisione e Controllo.

Cosa serve secondo voi perché la scuola pubblica funzioni al meglio, considerate tutte le difficoltà che sta attraversando? Bastano chiarezza, partecipazione, accoglienza, condivisione e controllo da parte di alunni, insegnanti e genitori?

Se volete ascoltare o riascoltare la trasmissione, la trovate in podcast a questo link.

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