Da 15 gennaio 2010 4 Commenti Leggi tutto →

Procreazione assistita: sì del Giudice di Salerno alla diagnosi preimpianto

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E’ di ieri () la notizia che un giudice di Salerno ha autorizzato una diagnosi preimpianto nel corso di una procreazione assistita. La diagnosi preimpianto permette di stabilire se l’embrione che si sta per inserire nell’utero della donna è sano: questo tipo di esame, infatti, permette di identificare la presenza di malattie genetiche o di alterazioni cromosomiche. Nella Legge 40/2004, che riguarda (cito testualmente) le Norme in materia di procreazione medicalmente assistita, tale prassi viene vietata. Eppure…

Eppure una coppia lombarda portatrice di una grave malattia ereditaria, l’Atrofia Muscolare Spinale di tipo 1(SMA1), ha chiesto (ed ottenuto, a questo punto) di poter eseguire tale diagnosi. La SMA1 è una malattia che causa l’atrofia e la paralisi di tutta la muscolatura scheletrica e provoca la morte dei bambini molto piccoli. La coppia in questione, infatti, ha già perso un bambino di 7 mesi e ha avuto 4 aborti spontanei.

Di fronte ad una situazione del genere, il giudice ha dato ragione alle richieste della coppia, che chiedeva appunto l’impianto di un feto, solo se sano. Questa sentenza riapre un dibattito mai veramente sopito e mette sotto scacco quanto enunciato dalla Legge 40. Il sottosegretario alla salute Eugenia Roccella si è chiaramente schierata in modo netto contro questa decisione del giudice.

Al di là delle polemiche, la domanda che ogni volta mi pongo è proprio questa: vale davvero la pena avere un figlio a tutti (ma proprio tutti) i costi?

Postato in: Concepimento

4 Comments on "Procreazione assistita: sì del Giudice di Salerno alla diagnosi preimpianto"

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  1. Livia scrive:

    Forse di figlio a tutti i costi si può parlare quando si fanno inummerevoli tentativi in ospedale, e magari si ha già ben più di 40 anni.
    Ma in questo caso mi pare che la coppia sia in condizione di avere un figlio, anzi, uno è nato e poi è morto, agli altri tre è stata risparmiata la stessa triste parabola.
    I due sono fertili, solo vorrebbero portare a termine la gravidanza con un figlio sano. Fino a qualche decennio fa era necessario affidarsi al caso, e soffrire magari molte altre volte, oggi la scienza può aiutare. Perché impedirlo?

  2. lorenza scrive:

    @Giovanna e Livia: nel caso specifico, sono assolutamente d’accordo con voi: la sentenza del Giudice di Salerno è una sentenza di estremo “buon senso” (buon senso peraltro del tutto carente nel testo di legge, a parer mio, per quello che può valere la mia opinione). Quello che invece ogni volta mi lascia perplessa, al di là del caso specifico, è il volere “un figlio a tutti costi”: e non lo dico per giudicare, lo dico perché posso solo lontanamente immaginare la sofferenza e le ferite che questo percorso porta inevitabilmente con sé. Mi chiedo semplicemente se, accettando il proprio “limite” ed il proprio “fallimento”, non si possano sperimentare altri modi di essere padre e madre, che non siano quelli puramente biologici.

  3. Livia scrive:

    Quello che mi chiedo io, invece, è questo: vale la pena di far portare avanti a una donna una serie di gravidanze con piccoli destinati a morire nell’arco di un anno (dopo la prima figlia morta a sette mesi di vita la donna ha interrotto volontariamente le tre gravidanze successive, da quello che ho capito io); oppure, visto che la scienza ce lo consente, dopo 4 tentativi finiti male, possiamo dare a una coppia che desidera e cerca da tempo un figlio – e che ha già sofferto anche troppo – l’opportunità di averne uno sano selezionando gli embrioni? Mi sembra che secondo il buon senso si possa dare risposta affermativa solo alla seconda delle due opzioni.

  4. Giovanna ALPORT X-linked scrive:

    Che domanda è “vale la pena”?
    Non credi che sia meglio chiederci :
    “è meglio che prosegua la trasmissione dell’errore genetico che determina SLA1 o l’interruzione di questa trasmissione”?
    Ti piacerebbe se tuo figlio sposasse una donna con questo danno genetico trasmissibile ai eventuali figli?

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