Da 17 luglio 2010 1 commento Leggi tutto →

Pronto soccorso bambini: cosa fare in caso di annegamento

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Un bambino può annegare anche in soli 5 cm di acqua e tutto può accadere in pochissimi minuti. E’ una cosa terribile, vero? Stagni, laghetti, la vasca da bagno, persino i secchielli, possono mettere a rischio la vita di ogni bambino e basta soltanto un attimo di distrazione da parte del genitore, perché possa accadere l’irreparabile. La morte per annegamento avviene perché l’aria non riesce più ad entrare nei polmoni, che sono pieni d’acqua.

Molto raramente il bambino è in grado di chiedere aiuto, mentre sta annegando; ciò impedisce di capire se sta correndo un pericolo. La cosa da fare, quando il piccolo gioca nei pressi dell’acqua, è non perderlo mai d’occhio e non farlo allontanare neanche per un attimo. Ma se il bimbo sta annegando come soccorrerlo?

  • Se non si sa nuotare, cercare di raggiungere il piccolo senza entrare nell’acqua usando una mano o una cintura  e cercare di calmare il bambino.
  • Se invece si è in acqua avvicinarsi al piccolo piano, preferibilmente da dietro.
  • Se siamo noi presi dal panico, trasmetteremo la nostra agitazione anche a lui.
  • Se l’acqua è poco profonda, portarlo fuori guardando l’acqua, se invece l’acqua è profonda, tenere una mano sotto al mento del piccolo, affinchè il naso e la bocca siano fuori dall’acqua, poi trascinarlo verso la riva.

A questo punto far distendere il bambino su un piano asciutto, come una coperta e chiamare immediatamente il 118. Controllare se il piccolo è cosciente e respira.

  • Se tossisce, soffoca o vomita, sta respirando.
  • Se non respira, dargli alcuni colpetti sul torace e praticare la respirazione artificiale.
  • Se il bambino non respira, ma è cosciente, praticare la respirazione artificiale.
  • Se il bambino respira, metterlo nella posizione di decubito laterale.

Quando il piccolo respira togliere i vestiti bagnati e coprirlo, per prevenire l’ipotermia. Continuare comunque a controllare se respira, finchè non arriveranno i soccorsi. Invece se il piccolo non è cosciente, cercare, se è possibile, di mettergli la testa più bassa, rispetto al petto. Questa posizione impedisce che il piccolo possa inalare l’eventuale vomito, favorendo contemporaneamente l’eliminazione dell’acqua inalata.

Anche se sembra che il piccolo stia meglio, deve essere ugualmente visitato al più presto da un medico. Se è rimasta acqua nei polmoni, questa deve essere eliminata ed il piccolo tenuto in osservazione. Il bambino potrebbe anche aver bisogno di essere curato per shock o ipotermia.

Immagini:
rvcfire.org
watersafekids.com
findingdulcinea.com

1 Comment on "Pronto soccorso bambini: cosa fare in caso di annegamento"

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  1. Francesco scrive:

    Mi permetto di aggiungere a quanto correttamente detto, che purtroppo l’annegamento è molto frequente nei bambini (15% di mortalità sotto i 4 anni) e che moltissimo si può fare con le manovre rianimatorie. Queste, se praticate immediatamente, sono molto efficaci e permettono di salvare i bambini (e gli adulti, ovviamente) Tutti dovrebbero conoscerle perchè è il soccorritore occasionale che fa la differenza.
    Saluti. Francesco Luzzana

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