Da 2 gennaio 2010 3 Commenti Leggi tutto →

Puerperio: i disturbi dopo il parto

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Dopo 9 lunghi mesi di gravidanza, con qualche piccolo o grande malessere, e le fatiche del parto, una donna assapora finalmente il momento unico e speciale in cui stringe fra le braccia per la prima volta il suo bambino! Il “peggio” sembra essere passato, ma il corpo e la psiche femminile devono ancora attraversare un ultimo periodo delicato chiamato puerperio. Un arco di tempo che inizia dal secondamento (l’espulsione della placenta) e finisce dopo circa 4-6 settimane, e che può cogliere impreparate le donne in quanto accompagnato da piccoli o grandi disturbi dunque vediamo insieme quali sono e qualche consiglio per affrontarli al meglio.

Morsi uterini
Questo nome curioso sta a indicare dei dolori simili a crampi all’utero, che, subito dopo la nascita del bambino, incomincia a contrarsi per ritornare alle dimensioni che aveva prima della gravidanza, in un processo chiamato involuzione uterina. I morsi possono essere intensi durante le poppate, poiché la suzione del capezzolo stimola la produzione dell’ossitocina, un ormone che, appunto, causa le contrazioni. Generalmente l’utero riacquista le sue dimensioni normali gradualmente in circa sei settimane e altrettanto gradualmente cessano anche i crampi.

Depressione post parto
La depressione post parto o baby blues è una sindrome che colpisce molte donne nei primi dieci giorni dopo il parto, a causa delle modificazioni ormonali che intervengono e soprattutto del crollo degli estrogeni e del progesterone. Per fortuna si tratta di un fenomeno che ha una durata transitoria e piuttosto breve. Abbiamo affrontato l’argomento su Blogmamma e qui trovate l’articolo.

Lochiazioni
Chiamate anche lochi, sono le perdite che si hanno dopo il parto, dovute all’eliminazione degli strati superficiali della mucosa uterina, cresciuti in abbondanza durante la gravidanza per nutrire il feto. Possono durare fino a tre settimane e si modificano nel colore e nella consistenza con il tempo. All’inizio le perdite sono ematiche per l’elevata componente sanguigna, poi diventano chiare, dapprima sierose e poi cremose.

Le perdite sono più abbondanti all’inizio e richiedono l’uso di appositi assorbenti post parto, molto grandi, meglio se anallergici per evitare arrossamenti o infezioni della pelle. Inoltre, è importante cambiare spesso l’assorbente e curare l’igiene intima usando prodotti delicati. Se le perdite non diminuiscono e assumono un cattivo odore, è meglio consultare il ginecologo poiché potrebbe essere in corso un’infezione.

Anche le donne che hanno subito un parto cesareo presentano le lochi azioni, ma questo sono di entità minore e più breve poiché, durante l’intervento, il chirurgo elimina già buona parte dei tessuti residui della mucosa uterina.

Dolore ai punti
A volte, per facilitare il passaggio del bambino ed evitare lacerazioni naturali, nella zona perineale viene praticato un taglio che prende il nome di episiotomia. Sia questo taglio che eventuali lacerazioni spontanee richiedono la sutura con alcuni punti, che in genere si riassorbono da soli e che non hanno bisogno di medicazioni particolari. E’, comunque, importante mantenere una buona igiene intima, lavandosi spesso, meglio con acqua fredda, cambiando frequentemente l’assorbente e asciugando bene la zona per favorire il processo di cicatrizzazione.

La presenza di questi punti può causa fastidio e talvolta dolore, che generalmente si risolve in un tempo variabile da 15 giorni a un mese, periodo necessario per l’assorbimento dei punti e per la cicatrizzazione della ferita. Poiché i tessuti richiedono alcune settimane per riprendere una normale elasticità e non essere dolenti, è consigliabile aspettare il parere del ginecologo per riprendere con tranquillità i rapporti sessuali ed evitare eventuali infezioni.

Stanchezza
Ogni parto, naturale o cesareo, anche se in modo diverso richiede uno sforzo fisico notevole non deve, perciò, stupire se subentra un po’ di stanchezza: è normale che il fisico si rilassi un po’ dopo tutti gli sforzi e la naturale agitazione che accompagnano il parto.

Caduta dei capelli
La bella e folta chioma, regalo degli ormoni della gravidanza che agiscono prolungando il ciclo vitale del capello e aumentandone la crescita, dopo il parto inizia a perdere colpi…o meglio…capelli! La caduta può essere anche abbondante, ma non deve spaventare, poiché in realtà la fase di caduta era rallentata nei mesi precedenti il parto e quindi si tratta semplicemente della ripresa del normale ciclo di ricambio. Quindi, anche se si ha l’impressione di perdere i capelli tutti insieme, non è così. Piano piano, nell’arco di circa un anno, il problema si risolve, ma anche se la caduta è normale, i capelli possono risultare indeboliti per la mancanza di Sali minerali che la mamma passa al bambino attraverso l’allattamento. In questo caso può essere utile inserire nella propria dieta degli integratori di queste sostanze.

Emorroidi
In alcune donne questo disturbo compare già negli ultimi mesi della gravidanza, a causa della pressione esercitata dal feto sulle vene del bacino, che rende difficoltosa la circolazione del sangue. Le emorroidi, però, possono presentarsi anche come conseguenza delle spinte durante il parto. Sono più soggette a questo problema le donne che presentano già casi di questo disturbo in famiglia e quelle predisposte a problemi circolatori. Nei casi meno seri, il disturbo si risolve in circa quaranta giorni. E’ consigliabile seguire una dieta ricca di fibre, avere un’igiene scrupolosa, fare movimento, utilizzare creme specifiche. Nei casi più seri e persistenti, invece, si deve ricorrere all’intervento ambulatoriale o chirurgico.

Perdite di pipì o incontinenza urinaria
Nelle prime settimane dopo il parto può capitare che, in seguito a un colpo di tosse o a una risata, si verifichi una piccola e involontaria perdita di pipì. La causa di questo inconveniente legato al parto è la perdita di tonicità del perineo. Per risolvere il problema delle perdite ed evitare che peggiori con il passare del tempo, è importante “rieducare” il perineo con degli esercizi specifici. Il più facile è il cosiddetto pipì-stop che consiste nel contrarre i muscoli come se si volesse trattenere o interrompere il flusso dell’urina per alcuni secondi. All’inizio di si può fare proprio mentre si fa la pipì, in seguito diventa un allenamento da eseguire anche mentre si allatta il bambino o durante una passeggiata.

Immagini:
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jezebel.com
psychcentral.com

Blogmamma.it ha carattere divulgativo. I punti di vista e le informazioni date non intendono in nessun caso sostituirsi al parere del medico, che invitiamo sempre a consultare in caso di dubbio.

3 Comments on "Puerperio: i disturbi dopo il parto"

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  1. Adriana scrive:

    Buona hi un dubbio che vorrei togliermi perche e già da un bel pezzo ormai mia figlia ha 8mesi ma continuo ad avere delle perdite bianche puzzolenti che mi devo sempre cambiare ed non cela faccio più perche mi vergonio emanano un odore forte tipo la candeggina qualcuno mi sa dare un consiglio…

  2. Asia scrive:

    Leggo sempre molto volentieri i vostri articoli, e questo in particolare sembra scritto per me!
    Infatti dopo mesi dall’ultimo parto ho ancora praticamente tutti questi disturbi.
    Quello che mi fa stare peggio (anche dal punto di vista psicologico) è la difficoltà a recuperare la normale vita sessuale con mio marito. Il punti dell’episiotomia tirano ancora e non so più come fare con il dolore.
    Ho letto di questa terapia che si chiama MonnaLisa Touch, un sistema laser che sembra essere indolore e molto efficace. Qualche neo mamma lo ha provato?

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