Punire non serve a nulla: come educare i figli senza mortificarli

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Come rafforzare le capacità e le potenzialità dei nostri figli senza modalità coercitive. Per diventare grandi, insieme a loro

In teoria, lo sappiamo tutti: punizioni e sberle non vanno bene. Fanno male sia a noi che ai nostri figli. E, dal punto di vista educativo, sono comportamenti che non risultano efficaci, anzi, quasi sempre peggiorano la situazione.

Però… quante volte – purtroppo – ci capita! Basta un capriccio di troppo oppure la risposta arrogante di un figlio adolescente per farci perdere il controllo. Allora è facile alzare la voce, promettere punizioni e castighi e, nei casi più gravi, arrivare allo schiaffo.

Urla, minacce e punizioni sono inutili e dannose

Non ci sono dubbi: le punizioni mortificano e, a livello formativo, sono assolutamente inutili. Invece di rafforzare il legame tra genitori e figli lo indeboliscono e creano crepe e tensioni profonde all’interno del nucleo famigliare.

I bambini, soprattutto i più piccoli, hanno bisogno di sentirsi accettati e accolti, e anche solo urla o minacce possono compromettere il loro sviluppo emotivo, minare l’autostima e far perdere fiducia nei confronti delle figure di riferimento. Dai 3 ai 6 anni, inoltre, i piccoli devono poter sperimentare le relazioni con i coetanei senza timore di essere sgridati.

Quando, poi, i figli sono più grandi, studi e ricerche recenti hanno rivelato che se subiscono punizioni fisiche tendono a diventare violenti e ad essere coinvolti in episodi di bullismo. Se sono oggetto di punizioni umilianti hanno maggiore probabilità di mentire, rubare e ricorrere istintivamente all’aggressività.

È vero che la tentazione di punire è terribilmente forte e radicata nel nostro sistema educativo. “Una sculacciata, quando ci vuole, ci vuole!”, lo abbiamo sentito dire tante volte. Ma sappiamo, adesso con sempre maggiore certezza, che non porta da nessuna parte.

Le regole non sono comandi

Quindi, è necessario cercare altre tecniche e dispositivi educativi che aiutino i figli a crescere nella fiducia e nell’autonomia. Concentrarsi su altri metodi, su modi differenti per far arrivare il nostro messaggio formativo. Con coerenza e senza ingiustificabili prese di posizione.
Un esempio? Sgridare un bambino che a tavola continua ad agitarsi, urlandogli contro: “Stai fermo! Lo vuoi capire?!” non serve. Non basta. Ed è controproducente!

Le regole non sono comandi e l’educazione deve dare l’opportunità di strutturare confini e libertà secondo le competenze e le autonomie della fase evolutiva corrispondente.

Scuola Genitori: un ciclo di incontri a Milano

Dal 1° febbraio riprende la Scuola Genitori del CPP (Centro PsicoPedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti) e il primo nuovo appuntamento affronta un argomento molto delicato, molto importante. E troppe volte sottovalutato: come rafforzare le capacità e le potenzialità dei nostri figli senza modalità coercitive. Per diventare grandi, insieme a loro.

SCUOLA GENITORI – Lunedì 1 febbraio 2016, ore 20.45
presso l’Auditorium Don Bosco in via Melchiorre Gioia 48 a Milano.
Con Daniele Novara, pedagogista e direttore CPP.
La partecipazione è libera e gratuita grazie al sostegno di “DOREMI Asili Nido e Scuole dell’infanzia” e “Fondazione Cariplo”.

Per info: scuola.genitori@cppp.it 0523-498594

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